Push To Open: una porta verso il futuro dei ragazzi

La terza edizione di Push To Openil futuro dei ragazzi? La porta è aperta” lanciata giovedì 16 giugno, all’interno degli spazi di Talent Garden Calabiana di Milano, ha visto la presentazione di “Universo 18”, un osservatorio che svela sogni, dubbi ed aspettative dei ragazzi under 18 che si apprestano a prendere una decisione importante per il loro futuro.

Maria Latella, giornalista e conduttrice tv, ha moderato l’incontro ponendo l’attenzione sul tema del lavoro e di quanto i ragazzi italiani siano spesso un passo indietro al resto d’Europa. Push To Open è un programma dedicato alle aziende della rete Jointly che vogliono supportare le famiglie interessate a far conoscere il mondo del lavoro ai propri figli. Spesso, infatti, a 16 anni non si ha ancora un’idea chiara su qualche percorso intraprendere ma, allo stesso tempo, è il momento giusto per provare che cosa significhi il mondo del lavoro e che cosa significhi lavorare.

 

Push To Open Jointly

 

L’Osservatorio nasce nella speranza che ci sia dall’altro lato, dal Ministero, dai genitori, dalle aziende un rebound. A tal proposito il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha inviato un video messaggio nel quale sottolinea l’importanza del progetto e di come sia in linea con le esigenze dei giovani italiani. Come lei stessa spiega, l’obiettivo principale di progetti come Push To Open, è quello di passare dal “sapere” al “sapere al fare”, sperimentando cosa significa entrare nel mondo del lavoro. Non a caso il Governo ha previsto l’alternanza scuola-lavoro per circa 1 milione e mezzo di ragazzi nel prossimo triennio, prevedendo 400 ore per istituti tecnici e professionali e 200 ore per studenti liceali di tutta Italia. Un primo passo verso il superamento del divario tra il mondo dell’istruzione ed il mondo professionale.

Cos’è Push To Open? Intervista a Francesca Rizzi, CEO di Jointly

Push To Open nasce dall’esigenza di aprire una porta, aprire gli orizzonti ai ragazzi del quarto e del quinto anno della scuola superiore, aiutarli a fare delle scelte più consapevoli, su quell’oggetto che si chiama lavoro. – prosegue Francesca Rizzi, CEO di Jointly – Il 70% dei ragazzi sceglie non tenendo in considerazione le possibilità occupazionali di quello che vanno a scegliere, mentre il 50% in base all’indirizzo delle famiglie, ma spesso i genitori sono distanti da quello che è oggi il mondo del lavoro. Noi abbiamo pensato che sarebbe stato utile chiudere questo divario ed avvicinarli un po’ di più, facendoli sbirciare dietro queste porte e far scoprire cosa c’è dopo.”

Push To Open Jointly

 

L’idea di Push To Open è nata durante una #Jointlybreakfast, durante il quale le aziende partecipanti hanno manifestato la necessità di dare risposte ai bisogni di una popolazione aziendale che sta invecchiando e che conseguentemente deve gestire figli sempre più cresciuti. È proprio grazie alle aziende che hanno creduto nel progetto e partecipato attivamente che Push To Open è arrivato alla sua terza edizione, apportando anche delle novità grazie agli sponsor De Agostini, LinkedIn, ValoreD e Talent Garden.

Osservatorio “Universo 18”

Al termine delle edizioni passate è stato creato l’osservatorio “Universo 18”, il risultato di un’analisi qualitativa sui dati raccolti in community. A parlarne sono Paolo Cerino, Direttore CSR di SACE e padre di un ragazzo che ha partecipato alla prima edizione e Barbara Demichelis, direttrice editoriale del programma. “La forza di questo progetto – spiega Paolo Cerino – è nell’essere multi stakeholder perché ha presente tre grosse figure: è un progetto che parte dalle aziende, si rivolge ai ragazzi e lo fa tramite i genitori”. Uno dei principali problemi nel rapporto genitore-figlio è la comunicazione su argomenti importanti come il mondo del lavoro. Secondo alcune testimonianze, grazie a Push To Open, si è creato un ponte di dialogo ed il genitore ha ritrovato l’entusiasmo di affrontare queste tematiche con il proprio figlio.

Non rinunciare mai alla propria Passione, con P maiuscola, quella che non ti fa dormire la notte, ma conciliarla con delle realiste opportunità professionali

La scelta degli strumenti giusti si è dimostrata fondamentale per la riuscita del progetto. Al termine del programma si sono contate 4.500 interazioni in community riguardanti quattro macro aree: passione, fallimenti, consigli esterni e start up. “Una cosa che chiedono molto è “come faccio a conciliare quello che mi piace con quello che cerca il mondo del lavoro?” È un argomento che abbiamo esplorato per far ragionare sulla necessità di non rinunciare mai alla propria Passione, con P maiuscola, quella che non ti fa dormire la notte, ma conciliarla con delle realiste opportunità professionali ” continua Barbara Demichelis.

Tavola rotanda: le aziende scendono in campo per il futuro dei ragazzi

Durante la tavola rotonda che ha visto protagoniste alcune delle aziende che hanno aderito al progetto Push To Open, sono emerse una serie di tematiche legate al binomio giovani e lavoro. Tra i servizi di welfare già attivati TIM ha lanciato un progetto chiamato Educati in collaborazione con il MIUR che prevede corsi di coding per i ragazzi della scuola media consentendo loro di acquisire competenze che potranno utilizzare tra cinque anni. Conclude così Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value di TIM e Direttore Generale della Fondazione TIM: “È importante mettere in connessione la piattaforma delle competenze dei ragazzi con la domanda del lavoro.” Anche SACE si è dimostrata avanguardista, superando l’ostacolo del tipico familiarismo italiano ed aprendo il programma a cinque amici dei figli dei loro collaboratori. Roberta Marracino, Director of Research, Communication, Institutional Relation e CSR di SACE, spiega come la loro esperienza pregressa sul “programma Spiga”, che coinvolgeva i figli dei dipendenti, ha evidenziato una simmetria informativa notevole, dal punto di vista della conoscenza del mondo del lavoro e dalla modalità con cui i ragazzi fanno le loro scelte.

 

Push To Open

 

Da un lato vi è l’esigenza dei ragazzi di fare una scelta importante e dall’altro la preoccupazione di un genitore che dovrà lavorare a lungo, consapevole del fatto che suo figlio inizierà a lavorare a 28 anni. Michele Rocco, Consigliere dell’Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo e CSR di Intesa Sanpaolo spiega come loro abbiano registrato questo bisogno e fatto carico del problema affiancando le famiglie e scegliendo programmi di welfare dedicati a loro. Dopo aver parlato di scuola e di giovani, con Davide Dattoli, giovane CEO di Talent Garden, è stato affrontato il tema della formazione e della scelta dell’Università partendo da alcuni dati: “In Italia si formano 35.000 architetti con un tasso di occupazione del 10% entro un anno, il Politecnico di Milano forma 200 ingegneri informatici con un tasso di occupazione del 100%. L’Unione Europea stima 1 mln di posti di lavoro su professionisti del digitale.” La direzione è chiara, probabilmente prima di scegliere la facoltà universitaria da frequentare i ragazzi dovranno fare un percorso a ritroso, partendo dalle possibilità occupazionali ed arrivando alla passione, elemento trainante nella vita professionale.

Push To Open non risolve problemi, ma aiuta a tirar fuori il meglio dei ragazzi e dà loro gli strumenti necessari per compiere scelte importanti in modo consapevole.

Per maggiori informazioni clicca qui

 

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