La condivisione nel supporto ai caregiver

Oggi sempre più al centro delle preoccupazioni e priorità del welfare aziendale, la richiesta di iniziative a sostegno dei caregiver mette in luce le difficoltà delle famiglie ad orientarsi e scegliere le proposte più adatte tra quelle disponibili nell’offerta pubblica e privata. La mancanza di visibilità d’insieme e delle conoscenze necessarie per effettuare scelte urgenti ma consapevoli, determina spesso un utilizzo poco efficiente delle – spesso scarse – risorse economiche a disposizione delle famiglie.

Secondo Carla Piersanti, responsabile del servizio Curami del Comune di Milanol’anziano e la sua famiglia dovrebbero essere posti in condizione di scegliere liberamente tra un’assistenza a domicilio e un’assistenza in strutture residenziali tradizionali (case di riposo – case protette – centri diurni). Il mantenimento dell’anziano nella sua casa diventa una condizione insostituibile per una buona qualità di vita, fermo restando la necessità di un nuovo rapporto tra servizi e bisogni soggettivi delle famiglie, e acquista significato se inserito in una rete sia formale (strutture socio-sanitarie) sia informale (parenti, vicini, volontariato) evitando il rischio che l’anziano resti confinato all’interno del suo appartamento in solitudine.”
Fragibilità

 

L’offerta di servizi di assistenza sul territorio mostra una grande vitalità degli operatori nel fornire le prestazioni e nel progettare tipologie di assistenza appropriate al bisogno delle famiglie, mostrando una intrinseca capacità di integrazione con il sistema territoriale di assistenza e cura alle persone e andando a costituire un vero e proprio valore aggiunto per il sistema.

Tuttavia, secondo Piersanti “emerge una sentita esigenza di potenziamento della sinergia organizzativa tra i soggetti pubblici ed il terzo settore, che può farci riflettere sull’ipotesi di una vera e propria programmazione congiunta degli interventi, nel rispetto dei ruoli di ciascuno degli attori del sistema, che consenta la condivisione di competenze, esperienze e punti di vista diversi ma complementari nella definizione dei percorsi di accompagnamento e cura alla persona.

Nell’esperienza del Comune di Milano, con oltre 3.000 richieste gestite ogni anno, la formula del colloquio risulta fondamentale per ascoltare i bisogni ed agevolare la conoscenza e l’uso dei servizi, degli uffici pubblici e di ogni altro canale utile a promuovere possibilità di inserimento attivo e consapevole.

Per guidare i caregiver all’interno di questa complessità è importantissimo prevedere anche in azienda programmi di informazione e formazione continua, anche preventiva. Per le famiglie si tratta di avere l’opportunità di acquisire un bagaglio di informazioni e strumenti utili nel momento in cui si manifesta, anche con urgenza, la necessità di assistere un anziano. Importante altresì mettere a disposizione figure di riferimento all’interno di sportelli informativi e di segretariato sociale, con lo scopo di indirizzare e rispondere ai bisogni degli utenti all’interno della rete di servizi disponibili. Non è solo attraverso i voucher dunque che le aziende possono supportare i dipendenti caregiver, ma con l’attivazione di una vera e propria rete di strumenti di preparazione, accompagnamento e intervento nei confronti dei soggetti fragili.

 

 

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