Più welfare per i metalmeccanici. Che cosa cambia nel nuovo contratto?

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Il contratto dei metalmeccanici passa alla storia segnando una svolta sui temi del welfare, che diventano il baricentro contrattuale, attraverso l’adesione al fondo di previdenza complementare con l’incremento del contributo a carico delle aziende, al riconoscimento di piani di flexible benefits ed  introducendo il diritto soggettivo alla formazione continua.

Viene riconosciuta inoltre l’assistenza sanitaria integrativa gratuita non solo a tutti i dipendenti, ma anche ai familiari e conviventi di fatto con un valore stimato in 700 euro.

Un’ altra importante tappa é il diritto soggettivo alla formazione pari a 24 ore per tutto il periodo 2017 -2019. I lavoratori non coinvolti in piani formativi avranno 300 euro spendibili nel triennio in formazione.

Ai lavoratori andranno anche beni welfare aziendali detassati, secondo legge, sotto varie forme ( buoni spesa, benzina, spese scolastiche) fino ad un massimo di 100 euro nel 2017, 150 nel 2018 e 200 nel 2019.

Verrà riconosciuta la inflazione con gli aumenti del contratto, che a fine vigenza contrattuale secondo gli andamenti stimati sarà di circa 51 euro e , complessivamente, considerando parte salariale welfare e formazione, di circa 92,67 euro.

Ritorna con questo contratto, in uno dei comparti più complessi, l’unità dei sindacati confederali ed un modello di relazioni industriali che non solo rilancia il primo livello contrattuale, ma mette in primo piano la centralità della persona e il welfare. Com’è stato detto da più parti, un modello originale che si pone all’ interno di quel capitalismo molecolare, familiare e di territorio che rappresenta il cuore della industria italiana.

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