Conformity o disobedience?

be different

Mancano pochi giorni al termine per presentare le proprie candidature al MIT Media Lab Disobedience Award lanciato lo scorso luglio. Chi si candida deve dimostrare di avere preso parte a qualche azione di “disobbedienza” appunto, ossia deciso di cambiare strada, ribaltare le regole , pensare “out of the box” là dove tutti avrebbero voluto invece che lui o lei si allineassero, si comportassero secondo le regole, le policies, le abitudini consolidate.

Occupandomi contemporaneamente di Innovazione, leadership e nuove generazioni (X,Y e soprattutto la Z) mi piace riflettere sul tema dell’essere “diversi” rispetto allo standard, alla corrente che ci trascina, sia che l’abbiamo scelta sia che l’abbiamo impostata proprio noi o anche solo ci siamo ritrovati dentro nostro malgrado.

E mi piace ancor più il filone del Rebel Talent (ved HBR articoli di Francesca Gino di fine 2016) e della Constructive Nonconformity, perchè, avendo incrociato o solo sfiorato il destino di molte organizzazioni, ho maturato la convinzione che solo incoraggiando il comportamento “deviante” nei loro collaboratori, e mettendone a frutto le competenze forti, ovunque essi ne abbiano, i leader possono promuovere l’innovazione e migliorare la performance delle organizzazioni. Innovazione che è fatta dai pinguini disorientati come direbbe il poliedrico Massimo Temporelli, Fondatore di The Fab Lab Italia. Ossia da coloro che vanno nella direzione opposta al gruppo mossi da un instinto naturale.

E poi ci sono le nuove generazioni (quelli che chiamano noi che siamo tra la X e i baby boomers “le vecchie generazioni” ma che vecchi non ci pare di essere…) verso le quali studiamo originali strategie per attrarre e incorporare in azienda, spesso chiedendo poi loro di conformarsi a valori, procedure, metodologie esistenti per essere subito efficienti e performanti.

Insomma un bel ginepraio, per usare un termine tecnico: in azienda dobbiamo complicarci la vita da manager e da leader mentre ancora le cose vanno benino per prenderci dei rischi. Seguire i desiderata della Zgeneration che chiede di poter essere coinvolta nella costruzione del futuro dell’azienda, sperimentare, fare diversamente e soprattutto lavorare diversamente (orari, location etc etc)? O cambiare, ma tutti, insieme.

 

Barbara Demichelis

Direttore editoriale Jointly Push to Open

Share: