Non più STEM, ma STEAM

In uno degli ultimi numeri di Repubblica Donna, la direttrice Valeria Palermi , nel suo sempre interessante editoriale, fa il punto sulla nostra società e sulle organizzazioni a sempre più elevata complessità tecnologica, che non possono più tralasciare la centralità dell’uomo. Provocatoriamente, ma non tanto, in copertina lancia questo messaggio : “Vuoi lavorare su Google? Leggi Tolstoj”.
All’insegna del NeoUmanesimo, che sta facendo breccia negli Stati Uniti, la formazione più auspicabile per i giovani non potrà più essere basata sullo STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematica) , ma sullo STEAM , dove la A sta per ART.
La Palermi lancia nelle pagine interne l’articolo di Elisabetta Muritti “Non possiamo dirci umanisti”, in cui si racconta come dagli Usa parte il grande recupero delle arti liberali per arricchire ed integrare una cultura ipertecnologica e per riuscire meglio a leggere il futuro. Il tutto parte dall’elegante venture capital newyorkese, come lo definisce la Muritti, Scott Hartley , laurea in Scienze Politiche, grande lettore di romanzi delle’800, con una carriera invidiabile in Facebook, Google e con ruoli importanti sulla Innovazione alla Casa Bianca, convinto sostenitore di questa tesi.
Significativi i focus sulla figura dell’ ”ingegnere integrale”, capace di poesia, pittura, ma soprattutto di domande necessarie e veggenti, più che di risposte smart.
Ne è sicuro anche il nostro Pier Luigi Sacco, docente di Economia della cultura allo IULM di Milano, per il quale il modello anglosassone delle arti liberali nelle università è efficace perché solo così possono crearsi connessioni fra i diversi ambiti.
Sempre per il professor Sacco i neolaureati iperspecializzati rischiano di essere obsoleti già in partenza perché in possesso di nozioni a scadenza ravvicinata. Più giusto sarebbe avere e poter formare persone dotate di pensiero critico e di metacompetenze.
E l’Italia, ex patria degli umanisti più popolari potrebbe diventare il Paese culla di questo neoRinascimento.

Bibliografia
Italia reloaded. Ripartire con la cultura di Christian Caliandro e Pier Luigi Sacco, ed. Il Mulino
Università futura. Tra democrazie e bit, di Juan Carlos De Martin, Codice Edizioni
Dentro la società interconnessa. Prospettive etiche per un nuovo ecosistema della comunicazione di Piero Dominici, ed. Franco Angeli

 

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