Welfare Books – L’armonia del cambiamento: il ben-essere individuale e dei gruppi

Breccia - Onda ermeneutica

Il benessere delle organizzazioni passa attraverso il benessere degli individui all’interno delle singole realtà. Realtà che cambiano e vanno accompagnate anche nelle dinamiche relazionali sempre più vaste. In questo, strumenti come il Counseling individuale e di gruppo possono accompagnare nelle varie stagioni. Un libro che parla di armonia del cambiamento e ti guida in un percorso quasi musicale, che riecheggia le Quattro stagioni di Vivaldi. E proprio nelle quattro stagioni che si divide la narrazione del libro:

Inverno : il cambio di luce

L’immaginazione, come affermava Albert Einstein, è più importante della conoscenza poiché costringe a percorrere nuovi sentieri, necessari in uno scenario in continua trasformazione. Ma come possiamo interpretare e comprendere i cambiamenti se non trasformiamo le nostre mappe mentali?  Siamo consapevoli oggi che il centro di responsabilità si sposta dall’ organizzazione all’individuo: una nuova prospettiva nella quale si iscrivono i principali mutamenti della career education, che inizia già nel concetto dell’alternanza scuola lavoro per gli studenti. Occorre dunque rafforzare il lavoro su se stessi e sulle proprie storie biografiche.  Il lavoro non diventa più l’asse attorno al quale ruotano le altre dimensioni esistenziali. Troviamo ancora oggi in molte organizzazioni una rappresentazione del lavoro come “operar faticando”, non vedendo nel lavoro l’atto creativo, volontario , autonomo.

E su questo anche se il libro non affronta il tema in modo esplicito, quanto conta il tema della formazione individuale e personale, oggi spesso non riconosciuta dalle organizzazioni e che proprio potrebbe può diventare uno dei temi di fondo, anche nel nuovo concetto di welfare aziendale dove la formazione personale e dei propri famigliari è uno degli item di riferimento.

 

Primavera: Trasformare rimanendo se stessi

Molti parlano di novità e cambiamento, ma il cambiamento è qualcosa di più profondo e libero.  In questo senso il cambiamento non ha niente a che fare con la novità, l’attualità e ciò che va di moda. Il cambiamento passa anche attraverso passaggi dolorosi, capacità di convivere con le incertezze ed il mistero. L’equilibrio che spesso è pensato come qualcosa di vecchio ti permette di non perderti di fronte alla trasformazione generando proprio l’armonia del cambiamento.

Il cambiamento avviene anche grazie alla contaminazione culturale e la libera creatività: questo può avvenire soltanto grazie alla fiducia,  che è il collante fondamentale di una relazione di aiuto, fiducia in se stessi e negli altri e nella trasmissione delle proprie conoscenze e soprattutto delle proprie capacità, che non sono un “tesoretto” individuale.

In tutto ciò l’empatia merita un approfondimento , perché sembra la qualità chiave che apre le porte ad una relazione di fiducia. Empatia e fiducia necessaria alla figura del counselor, ma anche qualità fondamentale dei gestori delle risorse umane,  come   tra i collaboratori/colleghi .

Per capire l’importanza della fiducia nelle relazioni umane, è utile riflettere sulle conseguenze della sfiducia:  conflittualità, sospetto, inganno, prevaricazione, pretese nei confronti degli altri sono tutti effetti di “rapporti sfiduciati”. La conquista della fiducia necessita di una conoscenza approfondita di sè e dei propri processi mentali.

Così come la fiducia dialoga con la comprensione , la diffidenza dialoga con il potere. La fiducia va incontro, tende la mano e “rischia” l’avventura di una realtà nuova e diversa. Afferma Gustav Jung che “chi impara a vivere con il proprio non potere ha appreso molto. Il singolo si definisce e cresce attraverso gli altri.

 

Estate: la notte della magia e dei sogni    

Dobbiamo scommettere sul cambiamento, consapevoli dei rischi che esso comporta: non cambiamo non perché resistiamo, ma perché il mutamento ci porta in un nuovo territorio a noi sconosciuto.

Siamo inseriti in uno scenario caratterizzato da interdipendenze crescenti, dove nuove scoperte, nuovi assetti propongono continue sfide ed opportunità, dove le intelligenze collettive, i network relazionali, le pratiche di scambio (c.d . sharing economy), le comunità di pratica diventano il vero modello alternativo. L’idea della condivisione è lo snodo cruciale, la cooperazione il trampolino dello sviluppo, in cui tutti gli attori interagiscono. Si stravolge in qualche modo anche il termine di resilienza, termine di moda negli anni anche recenti, in quanto ciò che è resiliente resiste agli shock, ma rimane identico a se stesso, mentre l’antifragile, così come definito dagli autori del libro, si trasforma, migliora.

Un “capitale” relazionale che valorizza le diversità e attiva competenze esperte e interdisciplinari. Per attivare tutto ciò servono “ attori del cambiamento”, veri e propri generatori di apprendimento, attraverso leadership “multifocali” e modelli organizzativi partecipativi.

Brian Robertson, programmatore statunitense, utilizza il termine Holocracy (olocrazia), per definire nuove forme organizzative che puntano a sostituire l’attuale gerarchia con un sistema ad autorità distribuita. Nonostante i sovraccarichi di tempo e impegni, manager o semplici collaboratori sentono un vago senso di vuoto. Chi invece non desidererebbe lavorare in ambienti in cui mettere al centro i propri desideri, interessi e passioni? Tutto il contrario  di una cultura del lavoro “compulsiva-maniacale”, trascurando la cura di sé e la vita fuori dal lavoro. Insomma un bilancio esistenziale dove non esiste il dentro “l’organizzazione” e un “fuori” (la propria vita familiare e sociale). Per lo sviluppo di una organizzazione consapevole dobbiamo attivare le risorse interiori sul “saper essere”, piuttosto che sul “saper fare” e in questo senso il counseling può essere molto utile.

Da qui si può progettare una organizzazione senza centro, sviluppare percorsi esplorativi, attivare processi di scambio collaborativo, praticare l’interdisciplinarietà, gestire il tempo oltre l’urgenza, sviluppare capacità di gestire set di competenze e ruoli complessi.

Autunno: Separazioni e nuove identità

Nella storia di ognuno di noi ci sono diversi cambi di scena, un po’ come un set cinematografico. La chiusura di un ciclo corrisponde spesso a nuovi inizi e cominciamenti. Le separazioni sin dalla nascita sono necessarie per accedere a nuovi processi di vita. Come scrive il grande scrittore portoghese Fernando Pessoa: “Tutto è verità e passaggio”. C’è un territorio sconosciuto che bisogna raggiungere, lasciandosi dietro i luoghi familiari. C’è la curiosità, l’avventura, ma anche inevitabilmente la paura . Se si ha la fiducia delle persone vicine non si ha paura  di tuffarsi in un mondo nuovo. La qualità di legarsi e di sciogliersi è un requisito implicito degli spazi relazionali.  Spesso una comunità o una organizzazione per rinascere può far ricorso al capro espiatorio, cerniera che sutura le ferite create dalla follia collettiva. In questo modo non fa evolvere gli individui, ma creerà sempre nuove vittime al primo bagliore di ostilità.

Inseguire sempre la felicità o lo sviluppo non produce rinnovamento ed è sbagliato interpretare la crisi come un momento solo negativo dal quale fuggire, ma deve essere visto anche come un momento di ripensamento e crescita. .

Rincorrere l’immagine idealizzata di noi stessi non aiuta a conoscersi veramente. Proviamo disagio per quel che non ci piace di noi, senza sapere che non ci può essere luce senza buio e che non si può conoscere e comprendere gli altri se non conosciamo e comprendiamo noi stessi. Il vero isolamento dell’individuo non avviene in una “serena” solitudine, ma nella incapacità di sentire le nostre emozioni e nella incapacità di una autentica intimità nelle relazioni affettive. L’ospitalità nei riguardi dei nostri sentimenti è il viatico , la pellicola sulla quale si impressionano i sentimenti degli altri.

E in questo il Counselor può facilitare la narrazione.  

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”L’armonia del Cambiamento: il Ben-Essere individuale e dei gruppi” è scritto e curato da Rocco Aldemaro Barbaro e da Domenico Barricelli ; edito da Armando Editore, Piazza della Radio,14 – Roma. In Copertina: Pier Augusto Breccia – Onda Ermeneutica – Olio su tela 70 x 200 , 2011.

 

 

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