Rapporto Istat 2018: Quando le reti rendono il Welfare…Condiviso

Reti Istat

Presentato a metà maggio il Rapporto Istat 2018 che fa il punto sulla condizione economica e sociale italiana. Reti e relazioni sociali costituiscono l’argomento cardine di questa edizione: un aspetto di grande interesse per il nostro Paese ed in particolare per un settore come quello del welfare, dove la rete costituisce un fattore chiave di sostegno e inclusione degli individui e dove la nostra proposizione di Welfare Condiviso assume una chiara e valida visione per il futuro.

 

Stando all’analisi effettuata dall’ISTAT, “emerge chiaramente il valore per le persone dell’appartenenza a più reti, al di là di quella di parentela, con un ruolo sempre più rilevante della rete elettiva (ossia costituita a partire dalle preferenze e dalle libere scelte dei singoli), sia nel sostegno e nella risposta ai propri bisogni e necessità, sia per lo sviluppo dei propri interessi e l’arricchimento culturale. Le reti di relazione, qualunque sia l’ambito in cui vengono osservate, non comportano soltanto vantaggi isolati, ma si cumulano e si agglomerano, tanto che è possibile parlare di un potere moltiplicatore delle reti e di reti al quadrato o al cubo” e  che si aggiungono al supporto prestato dai legami parentali e amicali. 

 

Gli aspetti più rilevanti sul fronte del Welfare:

Reti per le famiglie: Indipendentemente dal legame familiare questi aiuti si attivano per l’appartenenza ad una rete sociale di condivisione. Tuttavia l’aiuto si attiva più frequentemente se nella famiglia sono presenti persone con problemi di salute che hanno limitazioni funzionali. I dati analizzati dicono infatti che le famiglie che nelle quattro settimane precedenti l’intervista hanno ricevuto almeno un aiuto gratuito da persone non conviventi sono il 16,1%, ma tra quelle in cui almeno una persona ha dichiarato di avere qualche limitazione nelle attività quotidiane la quota è del 24,6%;  e se le limitazioni sono gravi la quota sale al  31,7%

Oltre il 60% delle persone con gravi limitazioni che vivono sole è stata aiutata per l’assistenza materiale nelle attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, mangiare, ecc.) e nei lavori domestici (pulire, lavare, fare la spesa, preparare i pasti). Risultano elevate anche le forme di aiuto relative alla compagnia, accompagnamento o ospitalità (62,8%)

 Gli attori principali di questa tipologia di aiuto sono da ricercare nella rete formale di servizi e aiuti economici forniti dal comune, dalle cooperative sociali convenzionate o da altri istituti e enti pubblici.

Questi aiuti di natura formale non sono necessariamente alternativi al sostegno offerto dalle reti di parentela, amicizia e vicinato, ma sono in genere complementari

In questo senso il nostro servizio Fragibilità con il suo Contact Center di orientamento per i casi di non autosufficienza di un familiare amplifica il termine di rete, ed offre un aiuto concreto all’intero contesto assistenziale territoriale e familiare, grazie una vera e propria indicizzazione dei bisogni e delle risposte a tali bisogni. Se vuoi maggiori informazioni su Fragibilità clicca qui 

 

Gli effetti che si producono sull’organizzazione del lavoro domestico all’interno dei nuclei familiari

Da un lato la convivenza comporta maggiore lavoro domestico per le donne: il vantaggio di vivere in famiglia è percepibile ancora soltanto per gli uomini, che beneficiano della condivisione del lavoro familiare con un guadagno netto in termini di carichi di lavoro complessivo; mentre per le donne, soprattutto se occupate, la vita di coppia comporta un aggravio di lavoro.

Dall’altro lato, poter contare su una rete di sostegno significa per entrambi i partner delegare parte dei compiti e alleggerire il carico di lavoro.

In questo quadro, quindi, la disponibilità di aiuti favorisce l’eguaglianza di genere e la possibilità di accedere a servizi a pagamento riduce il sovraccarico di lavoro domestico per le donne: rendere più accessibili i servizi di assistenza diventa quindi sempre più importante per la sostenibilità dei carichi di lavoro delle donne occupate.

A questo proposito Jointly è molto attenta  alla conciliazione vita privata e lavorativa, offrendo una grande varietà di servizi che spaziano dal supporto all’infanzia a quelle di time saving, servizi di maggiordomo aziendale, partnership con aziende certificate che si occupano della casa o del trasporto per i propri figli o per i propri genitori anziani; tutto progettato per aiutare  le persone nelle incombenze quotidiane. Se vuoi maggiori informazioni contattaci

 

L’importanza delle reti territoriali: il miglior modo per rispondere ai bisogni delle persone

Una rete che contribuisce fortemente a caratterizzare l’offerta di prestazioni sociali del nostro Paese è quella degli interventi realizzati a livello territoriale e locale. Nell’ambito della propria autonomia organizzativa, i Comuni in particolare possono offrire una gamma di prestazioni e servizi molto ampia, dando luogo a strategie assistenziali diverse per soddisfare una pluralità di bisogni. Il rapporto Istat ha classificato i Comuni a partire dalle risorse economiche impiegate e dalla gamma delle prestazioni offerte. Combinando le classi dei livelli di spesa con quelle della varietà dei servizi, sono stati individuati sei principali modelli assistenziali  che confermano un’offerta socio assistenziale estremamente frammentata sul territorio, con una persistente cesura fra Centro-nord e Mezzogiorno, e uno svantaggio emergente per i Comuni più piccoli.

In questo contesto di frammentazione noi di Jointly puntiamo moltissimo sulla creazione di reti locali, che riescano ad interagire con le istituzioni e le energie della cooperazione sociale e civile dei territori. Vogliamo porci come facilitatori, promuovendo incontri, workshop e roadshow, per innescare condivisione e progettualità tra le imprese, le istituzioni, le associazioni di categoria e gli enti di ricerca.

Le  persone che si impegnano nel sociale si mostrano più ottimiste nel futuro e questo non riguarda solo i giovani, ma anche il variegato mondo dei single e nonostante l’utilizzo sempre maggiore dei social network , le relazioni sociali di persona  restano le forme di interazione più appaganti.

Il rischio di isolamento è contrastato dalla ampiezza della rete di socializzazione e del retroterra culturale.

In questo senso assume anche enorme importanza tutto il tema del welfare culturale, a cui Jointly dedica un’ampia parte della sua attività di  importanza strategica per il benessere delle persone, per un ampliamento delle proprie prospettive personali: la collaborazione di imprese, delle università , delle reti museali e di società come Jointly possono fare la differenza.

 

 

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