L’Avvocato Consiglia. Quando la vacanza diventa un incubo! Risarcimento da vacanza rovinata: come e quando è possibile ottenerlo

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Secondo appuntamento con l’Avvocato Consiglia: questo mese parliamo delle tanto sospirate vacanze, ma purtroppo non nella solita accezione positiva di relax ed happy hour al tramonto, bensì dell’incubo ricorrente di ogni viaggiatore: ritardi, cancellazioni, non rispondenza tra aspettative e realtà delle strutture alberghiere. Come si può agire per tutelarsi di fronte a questa situazione ed ottenere un risarcimento per ”danno da vacanza rovinata”?

Il Codice del Consumo prevede delle norme proprio per queste ipotesi, regolando le responsabilità e le tutele connesse ai cosiddetti “Pacchetti Turistici” quando questi si rivelino insoddisfacenti e inadeguati.  Il “pacchetto turistico” si caratterizza per la presenza nel contratto di almeno due dei seguenti elementi:

1) trasporto;

2) alloggio;

3) servizi turistici ulteriori che rappresentino una parte significativa della vacanza (ad es. visite e escursioni programmate con o senza guida, attività specifiche che costituiscano una causa importante del viaggio etc)

 

Ove nel contratto sottoscritto dal cliente vi siano almeno due di questi elementi, si applicherà la tutela prevista dal Codice del Consumo. L’inadempimento dell’operatore turistico può concretamente assumere le forme più varie:

  • Ad esempio si potrebbe constatare sul posto che la struttura alberghiera accreditata come un quattro stelle è invece fatiscente, sporca, priva di manutenzione o frequentata da individui molesti;
  • oppure potrebbe avvenire che, avendo prenotato un viaggio per effettuare una serie di immersioni subacquee previste nel contratto, una volta giunti sul posto si scopra che in quel periodo dell’anno le immersioni sono proibite.

 

Questi ed altri casi analoghi, costituiscono senza alcun dubbio inadempimento dell’operatore che comporta l’obbligo del risarcimento del danno subito dal turista.

Ma cosa bisogna fare in casi di questo genere per ottenere il risarcimento?  Ecco alcune importanti raccomandazioni per veder garantito il proprio diritto al risarcimento: 

  • La prima raccomandazione per il viaggiatore è di comunicare tempestivamente i problemi e le inadempienze riscontrati; una mail dettagliata indirizzata all’operatore turistico che elenchi i disagi  e fornisca documentazione fotografica ed eventualmente i nomi di testimoni, sarà una buona base.
  • Ove il tour operator in risposta non provveda immediatamente a fornire una adeguata soluzione alternativa ed eventualmente al rimpatrio senza alcun costo aggiuntivo per il turista, risponderà del danno subito dal viaggiatore a meno che non provi che il danno è derivato da caso fortuito o forza maggiore.
  • Il turista una volta tornato a casa, dovrà dare ulteriore seguito alle proteste sporgendo Reclamo formale tramite lettera raccomandata inviata all’operatore turistico (entro 10 giorni dal rientro), che illustri i disagi patiti e richieda il risarcimento.

 

Il danno risarcibile sarà rappresentato da tutto o parte del prezzo pagato per il pacchetto turistico, a seconda della gravità dell’inadempimento.

Oltre al danno materiale, potrà essere richiesto dal viaggiatore anche il ristoro del “danno non patrimoniale” subito in conseguenza della situazione di forte stress, frustrazione e delusione derivati dalla vacanza rovinata, ciò a maggior ragione quando il viaggio sia connotato da irripetibilità (ad es. un viaggio di nozze).

Il danno psico-fisico dovrà essere ovviamente documentato e dovrà avere caratteristiche di serietà, non essendo risarcibile qualsiasi piccola contrarietà o fastidio connessi alla vacanza.

Nel caso in cui l’operatore turistico non si renda immediatamente disponibile al risarcimento, sarà utile rivolgersi ad un legale al fine di ottenere la giusta tutela dei propri diritti.

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ARTICOLO SCRITTO E CURATO DALL’AVV. ANNUNZIATA VANACORE: Avvocato civilista, esperta in diritto dei contratti e responsabilità civile; diritto di famiglia e dell’eredità; diritto della proprietà e del condominio. Professionista iscritta all’Albo degli Avvocati di Milano e consulente Jointly.

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