Caregiver e patologie oncologiche. Prendersi cura di chi si prende cura…

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Affrontare la ”parentesi” del tumore non è facile né per chi lo combatte in prima persona, né per chi sta accanto alla persona che vuole debellarlo per sempre. All’interno del nostro portale è già possibile, sia per le aziende, che per i lavoratori, accedere al supporto; al sostegno psicologico e a diverse iniziative fornite dal nostro partner FRAPARENTESI, un progetto nato per aiutare e incoraggiare le donne e i loro familiari a vivere meglio la ”parentesi” del tumore…

In questo articolo ci occupiamo dei Caregiver, ossia di familiari e amici che con amore e delicatezza sostengono e danno forza ad un malato oncologico. Il primo consiglio per loro è quello di prendersi cura anche di se stessi, per essere poi in grado di aiutare la persona cara. Ecco alcuni consigli pratici


Fonte: fraparentesi.org

IL DELICATO RUOLO DEL CAREGIVER 

I partner, gli amici e i familiari hanno l’importante compito di star vicino alla persona cara durante l’esperienza del tumore. Per fare ciò hanno bisogno di strumenti per comprendere, sostenere se stessi per poter sostenere ed essere realmente d’aiuto.

La malattia oncologica di una donna colpisce tutto il sistema relazionale che la riguarda, famiglia, amici, parenti. E’ dunque molto probabile che anche le persone intorno a lei stiano soffrendo.

Prendersi cura di altre persone è un mestiere difficile, come essere genitori. Idealmente, bisogna già essere adulti, autonomi, indipendenti per poter fare da “genitore”, seppur temporaneamente, alla persona a cui si vuol bene. E’ un ruolo in cui si viene catapultati, non si è preparati.

Occorre mettere da parte se stessi per ascoltare i bisogni della persona e comprendere quali siano e differenziarli dai propri. Mettersi nei suoi panni, mettersi nelle sue scarpe con i suoi piedi e le sue forze e soprattutto distanziarsi dal proprio dolore e dalle proprie paure.

CAREGIVER: ALCUNI CONSIGLI PRATICI

” Mantieni i tuoi spazi vitali ”

Mantenere gli spazi vitali, come sport, hobby, vita sociale, lavoro, è fondamentale per essere forte e presente nei momenti clou della diagnosi e delle terapie.

” Occhio ai campanelli d’allarme ”

Restate in ascolto rispetto ai vostri bisogni e sappiate cogliere e identificare i “campanelli d’allarme”.  Si tratta di quei comportamenti che indicano che si è in situazione di stress e che si potrebbe non reggere più.

Infatti anche i caregiver, familiari e amici, sono parte di un sistema spaventato dall’insorgenza di un tumore in una persona cara. E’ normale avere paura che non venga curata bene, di non sapere, di non comprendere, di essere impotente, di essere abbandonato, di perderla.

I POSSIBILI CAMPANELLI D’ALLARME

Se si sente tensione muscolare, nervosismo, irritabilità, rabbia, demoralizzazione, sensi di colpa, se si soffre di insonnia, se si perde il controllo nel nutrirsi, nel fumare, nel bere, o anche nel parlare ecco questi sono dei campanelli d’allarme.

” Chiedi aiuto ”

Non esitate a chiedere aiuto per voi stessi, in prima persona per farvi aiutare da uno psicologo nel sostenre il ruolo di caregiver, se se ne sentite il bisogno.


Articolo scritto dalla Dott.ssa Concetta Stornante – Psichiatra e Psicoterapeuta per fraparentesi.org

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