Cultura, Welfare, Innovazione: Le Fabbriche che costruirono l’Italia

Fabbrica anni 50

Nei giorni scorsi in vendita con Il Sole 24 ore il bellissimo libro “Le Fabbriche che costruirono l’Italia” di Giuseppe Lupo, docente di letteratura italiana all’Università Cattolica di Milano nonché studioso della cultura – concatenata in questo caso al mondo dell’industria – visto come riscatto della società italiana. 


Libro Giuseppe Lupo - Le Fabbriche che costruirono l'Italia

Il Libro di Giuseppe Lupo:

Il dopoguerra e i grandi Manager del boom economico italiano

Un libro, quello di Giuseppe Lupo, che ci porta in un viaggio alle origini del boom economico italiano. Un Miracolo tutto italiano, che nasce nell’immediato dopoguerra e che si forgia grazie al contributo di manager profondamente radicati nell’universo culturale e nello sviluppo del territorio.

Oltre allo straconosciuto Adriano Olivetti, in Alfa Romeo, Lupo ricorda Giuseppe Eugenio Luraghi, una delle figure più significative del capitalismo italiano, uomo manager, presidente per un quindicennio della azienda, ma anche scrittore di romanzi e fondatore delle Edizioni di Meridiana.

 

L’Italia di quegli anni cercava di abbattere il muro delle “due culture”, producendo modelli e idee che fecero il giro del mondo.

 

Ma come non ricordare  Leonardo Sinisgalli, il poeta ingegnere, definito per la sua versatilità un “Leonardo del Novecento”, assunto da Olivetti nel ‘38 come responsabile Ufficio tecnico della pubblicità. Diventerà direttore generale della Pirelli nel 1948; fondò la rivista ”Civiltà delle macchine” per Finmeccanica e inventò i nomi di alcune auto che passeranno alla storia, come la ”Giuliettadell’Alfa Romeo, lavorando infine per l’Agip di Enrico Mattei.

 

Cultura, Umanesimo e Tecnologia: le Fabbriche che fecero grande il Paese

In questo viaggio nelle fabbriche che fecero crescere l’Italia, il libro di Giuseppe Lupo guarda anche ai territori; laddove non si può non notare l’intreccio tra cultura e tecnologia, innovazione e creatività, e quando questo intreccio si perde, ci si inaridisce e si cade in un humus non più fertile azzerando quella che gli esperti chiamano flessibilità artigianale.

Non Luoghi, ma ”Comunità”

Il viaggio attraversa varie città e regioni territori dalla Basilicata a Pozzuoli, da Valdagno con la “Città sociale” di Marzotto, ad Ivrea, da Sesto San Giovanni a Torino, raccontando anche la crescita dei rispettivi territori, anche in termini occupazionali; ecco i motivi del boom economico degli anni ’50

Nelle ultime pagine del libro si parla della Fiat Mirafiori, là dove sfilano i vetri dei nuovi uffici un po’ lontani dai cancelli della fabbrica. Immerso in un giardino di alberi si apre oggi una parete, sculture di parole. Tra le tante Lupo cita John F. Kennedy: “Abbiamo bisogno di uomini che possono sognare cose che non sono mai esistite” o la frase di George Bernard Shaw: “Nella vita ci sono due categorie di persone: quelle che vedono il mondo come è, e si chiedono perché. E quelle che immaginano il mondo come dovrebbe essere e si dicono: perché no”.

Il Welfare Aziendale oggi: un nuovo ruolo culturale

Viene da pensare che oggi anche il welfare può essere indirizzato verso il cosiddetto welfare culturale e la formazione, perché in questo modo le persone avranno la possibilità di crescere, di innovare e di essere inventori di nuovi prodotti e servizi e dare una motivazione al proprio lavoro e ad una crescita della propria organizzazione.

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