Politiche di Welfare: come misurare l’impatto sociale ed economico

Welfare misurare impatto positivo

 

La sostenibilità è ormai entrata nell’agenda dei vertici aziendali se non per una scelta etica, per esigenze di business. Per rispondere ai propri investitori o partner commerciali, sempre più attenti agli standard internazionali come gli SDGs dell’ONU, ma anche per dialogare con consumatori sempre più esigenti e – ultimo ma non meno importante – per rispettare un quadro normativo sempre più stringente.

Ma un impegno generico non basta, e anzi rischia di essere controproducente se non si traduce in progetti e risultati. Per le società quotate è ormai un obbligo chiarire strategia ed obiettivi rispetto agli ESG  acronimo inglese per i temi legati all’ambiente, agli aspetti sociali e ai temi di governance societaria – e illustrarne i risultati attraverso standard internazionali di rendicontazione, come il GRI (Global Reporting Initiative). Per queste aziende, l’ultima parola sull’impatto del loro operato – sulla sua autenticità e efficacia – ce l’hanno il mercato e gli investitori, che sono sempre più attenti. Nell’ultima lettera Larry Fink, amministratore delegato del fondo americano Black Rock ha spiegato che “l’autenticità di un’impresa rispetto a questi temi ne determina in sostanza anche la sostenibilità finanziaria sul lungo termine”.

E può – numeri alla mano – convincere il management dell’efficacia oltre che della bontà di queste misure, ottenendo nuove risorse ed impegni più sfidanti.

Il welfare aziendale e il suo impatto sulla comunità

Già ma come si fa ad ottenerli, questi numeri?  Come misurare l’impatto delle politiche di welfare, che ne fanno parte integrante? Uno degli strumenti più utilizzati è lo SROI (social return on investment), un racconto quantitativo e monetario dell’efficacia di un intervento che si calcola analizzando i benefici (effettivi o attesi) e i costi operativi di un progetto, rispetto al valore degli investimenti sostenti.

“Gli elementi fondamentali per calcolare l’impatto sociale in maniera efficiente sono un perimetro di valutazione ben definito, l’engagement con gli stakeholder interessati, indicatori e proxy efficaci” spiega Carlo Luison, Partner di BDO Italia e responsabile divisione Sustainable Innovation.

Il welfare aziendale destinato ai propri collaboratori rientra a pieno titolo nell’impatto sociale che ha un’azienda, non solo verso i propri collaboratori ma verso il territorio e la comunità di riferimento. E misurarne l’impatto – in termini di benessere organizzativo, benessere sociale ed economico –  è un’opportunità per verificarne l’efficacia e garantirne la sostenibilità nel tempo.

Come misurare gli effetti dei progetti ambientali e sociali

In Italia ormai molte aziende rendicontano la strategie pluriennali nella macro area della sostenibilità, i progetti specifici di tipo ambientale e sociale, con relativi kpi ma ancora molto poche ne misurano l’impatto. Anche perché – come spiega Carlo Luison “la normativa sulle dichiarazioni non finanziarie fino ad ora ha richiesto una rendicontazione della situazione attuale, senza necessariamente dettagliare i risultati raggiunti né gli obiettivi futuri. Però il contesto – anche normativo – è in evoluzione e dobbiamo ricordarci che oggi i principali rischi che impattano sul business sono di natura ambientale e sociale. Affrontarli e misurare l’impatto di queste attività significa quindi gestire meglio il rischio aziendale”.

Jointly e l’impatto sociale di Push to Open

Jointly, partendo dalle riflessioni fin qui condivise, ha avviato tre anni fa la misurazione d’impatto di uno dei suoi progetti di welfare aziendale più innovativi, Push to Open, dedicato ai genitori e ai propri figli per accompagnarli in una scelta più libera e consapevole del percorso di studi alla fine delle medie e del liceo.  Attraverso un processo strutturato – dallo stakeholder engagement per la definizione dei kpi più rilevanti, alla raccolta dei dati tramite questionari, alla lettura multistakeholder – è stato possibile misurare indicatori di outcome di genitori, ragazzi, scuola, e parametrarli rispetto agli indicatori di input – cioè le risorse, di capitale umano ed economico, impiegate nel progetto –  e a quelli di output, cioè il numero di ragazzi coinvolti e dei progetti realizzati.

L’impatto sociale che emerge è decisamente positivo. Nel 2019 abbiamo avviato per la prima volta il calcolo dello SROI (Social Return of Investment) e i numeri ci dicono che Push to Open (P2O) ha generato un valore sociale pari a € 1.000.011,88, a fronte di un investimento di €378.600. Il rapporto tra benefici generati e i costi sostenuti sono stati quantificati considerando il rendimento di ogni Euro investito in termini di valore sociale prodotto che risulta pari a 2,64 Euro.

“La missione che ci guida – come spiega Francesca Rizzi, nostra CEO –  continua ad essere la volontà di realizzare iniziative che abbiano un impatto positivo sul benessere delle organizzazioni per le quali lavoriamo e che siano percepite come un valore aggiunto concreto sulla vita delle persone. “Il report d’impatto è un investimento anche di tempo, ma credo – precisa Francesca Rizzi – che sia fondamentale misurare concretamente gli impatti sociali dei progetti di welfare aziendale, per dimostrare che – quando il welfare è fatto seriamenteproduce ricadute sociali positive più che proporzionali all’investimento. Questo è tanto più importante da dimostrare oggi che, se da un lato le imprese rischiano di avere meno risorse disponibili, i collaboratori hanno esigenze sempre più complesse, legate anche al difficile contesto economico e sociale. Jointly andrà sempre più nella direzione di rendicontare l’impatto organizzativo e sociale di tutte le proprie iniziative”.

Segui #JointlyTalk

Per approfondire ed avviare un confronto su questo tema e sulle best practice, abbiamo organizzato il 20 maggio un #JointlyTalk dedicato a ““Come misurare e rendicontare l’impatto del welfare: un’opportunità per valorizzare il welfare e il suo contributo alla sostenibilità”.

Ci confronteremo con Carlo Luison, Partner Sustainable Innovation di BDO, Giulia Balugani, Sustainability Manager di UnipolSai e  Sabina Tarozzi, Responsabile Iniziative di Welfare Unipolsai. Questa la pagina per iscriversi e collegarsi: https://www.jointly.pro/welfare-aziendale/people-caring/jointly-talks/

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