Perché “Professione Genitori” serve alle aziende?

Un’intervista a Barbara De Palma, responsabile Servizio Relazioni Industriali e Politiche di Welfare di Banca MPS

D: Perché avete deciso di prendere parte a Professione Genitori?
R: Banca MPS ha una tradizione consolidata rispetto ai temi del welfare che fa parte della contrattazione di secondo livello e che grazie al continuo scambio e monitoraggio con la Commissione Welfare – commissione paritetica composta da rappresentanti sia aziendali sia sindacali – viene costantemente aggiornato in base alle evoluzioni del contesto e alle necessità delle persone. Ciò che è successo nell’ultimo anno ha profondamente impattato la vita quotidiana di tutti, facendo emergere nuovi bisogni con i quali ci siamo dovuti interfacciare. L’emergenza sanitaria ha portato con sé l’impellente necessità di rivedere in ottica evolutiva alcuni istituti, primo fra tutti il lavoro agile. Introdotto in MPS dal 2017 in via sperimentale, il suo utilizzo si è esteso e consolidato durante la pandemia: nel giro di qualche settimana infatti abbiamo fatto in modo che oltre l’80% delle risorse del Gruppo potesse lavorare da casa; successivamente, grazie ad un accordo sindacale abbiamo messo nelle condizioni di poter lavorare in maniera agile anche i dipendenti della Rete commerciale. Tutelare la salute di tutti i colleghi e in particolare i fragili, supportare la genitorialità e garantire la continuità operativa nei confronti dei nostri clienti sono state le finalità che abbiamo perseguito con la massima attenzione in questi mesi. In quest’ottica, nel mese di maggio 2020, abbiamo coinvolto tutti i dipendenti in una survey che ci ha confermato
l’emergere di nuove necessità, legate in particolare all’ambito familiare e alla conciliazione vita-lavoro.
In questo contesto, abbiamo accolto con favore l’iniziativa “Professione Genitori” proposta da Jointly. Il programma ha rappresentato una risposta tempestiva, concreta, professionale a un nuovo bisogno, o meglio a un bisogno che c’era ma che aveva subito un’evoluzione inaspettata rispetto alla quale tutti eravamo impreparati. La pandemia, la
convivenza forzata con genitori che lavorano e figli in didattica a distanza si sono rivelati un mix complesso da affrontare. L’attivazione di questo percorso per essere accanto alle famiglie è stata la risposta più adeguata.

D: Sono stati raggiunti gli obiettivi attesi?
R: Decisamente. L’obiettivo, come già dicevo, era quello di arricchire la nostra proposta di welfare interno rispondendo ad un bisogno delle famiglie che stavano affrontando una nuova quotidianità in un contesto caratterizzato da incertezza. Professione genitori è stato un percorso apprezzato per diversi aspetti: per l’attenzione dell’azienda su un tema legato alla sfera familiare, così come per i temi, le modalità, il support dei professionisti e anche per aver avuto occasione di scambio con genitori di altre aziende. Hanno avuto un ottimo riscontro anche le iniziative di orientamento “Push to open”, in quanto, per la prima volta, abbiamo sperimentato e messo a disposizione dei nostri figli un servizio rivolto anche ai ragazzi che si apprestavano a compiere il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori. L’aver potuto condividere con i propri figli questo momento e aver
approfondito le dinamiche del mondo del lavoro è stata un’esperienza arricchente ed ha creato un buon momento di confronto in ambito familiare. Infine, grazie a “Genitori Digitali” siamo riusciti ad accorciare le distanze tra genitori e figli, favorendo il dialogo tra le due parti; l’iniziativa, tra l’altro, si è svolta in un momento in cui
l’opinione pubblica era concentrata nell’affrontare il tema dell’utilizzo dei social e tutto ciò che comporta, sia in positivo che in negativo. La consapevolezza e la conoscenza dei rischi e delle opportunità derivanti dal mondo digitale deve essere accompagnata sinergicamente tra genitori e figli, per vivere al meglio il rapporto con la tecnologia. Anche in questo caso tutti i riscontri ricevuti ci confermano che l’iniziativa è stata particolarmente
gradita in quanto i colleghi ci hanno testimoniato un miglioramento del loro rapporto con la tecnologia digitale e, inoltre, hanno sviluppato competenze e linguaggi che hanno permesso loro di entrare in maggiore sintonia con i propri figli. Concludendo, per la nostra azienda è sicuramente risultato un percorso in linea con la nostra strategia di welfare. Ha portato benefici non solo a chi ha avuto modo di partecipare, ma, grazie ai feedback positivi, ha generato valore anche per chi non era direttamente coinvolto ma che ha ancora una volta avuto la consapevolezza di essere parte di un’azienda sempre attenta al benessere delle proprie persone.

Share: