La “Parental Penalty”, il doppio lavoro che affatica i genitori

La pandemia ha messo a dura prova la proverbiale resilienza di mamme e papà. Riconoscere la fatica è già un passo avanti per superarla, e parlandone si possono scoprire soluzioni a portata di mano.

 Vi sentite più stanchi del solito? Avete l’impressione – o piuttosto la certezza – di avere un doppio lavoro? Mal comune mezzo gaudio, sappiate che non siete soli. “Le mamme e i papà che lavorano sono demoralizzati ed esausti da oltre due anni di sforzi logistici incredibili, tra lavoro e carichi di cura famigliari” – riconosce pubblicamente l’Harward Business Review in un approfondimento.

Lo raccontano anche i numeri: nell’ultimo anno un terzo delle dimissioni sono state di genitori con figli da 0 a 3 anni (42 mila) e nella stragrande maggioranza dei casi (77,4%) sono le mamme a rinunciare al lavoro.  Perché i carichi di cura sono diventati ancora più pensanti con lo smart working e la dad dei figli e il rischio di burn-out è dietro l’angolo, doppio rispetto ai collaboratori senza figli, in base ad una recente indagine di Mc Kinsey.

I genitori che lavorano vivono oggi una vera e propria “parental penality” che li rende non solo più affaticati sul lavoro, ma anche incompresi rispetto ai colleghi che non hanno carichi di cura.  E in un mondo dove ormai vita professionale e privata si integrano, questo rischia di compromettere benessere in famiglia e produttività davanti allo schermo, con uno grado di stress che permea i diversi ambiti di vita.

Ritrovarsi a gridare tutti insieme per strada il proprio disagio, come è successo ad un gruppo di genitori del Massachusset – ne ha scritto anche il NY Times – può essere catartico, ma non aiuta a risolvere la situazione.

Eppure, bastano piccoli accorgimenti, da parte dei genitori così come dei colleghi, per ridurre di un terzo (31%) il rischio di burnout gravi:

  • parlarsi
  • esprimere le proprie difficoltà
  • capire insieme come affrontarle

A volte le soluzioni sono dietro l’angolo, ed è l’azienda stessa ad offrirtele

Nell’era della work-life integration i figli dei collaboratori diventano loro stessi protagonisti di percorsi aziendali ad hoc, per imparare insieme, gomito a gomito con i propri genitori, come usare al meglio i device o come sopravvivere insieme alla delicata nell’odissea dell’adolescenza, o ancora come spalancare le porte del proprio futuro.

Jointly, ad esempio, con Professione Genitori ha già organizzato oltre 220mila ore di alternanza scuola lavoro e più di 265mila ore di formazione interattiva con genitori e figli.

Anna Zavaritt – giornalista e contributor Jointly