Negli ultimi anni il mondo del lavoro ha subìto un cambiamento profondo. È come se si fosse aperta una frattura tra ciò che le organizzazioni offrono e ciò che le persone si aspettano. Un disallineamento che abbiamo chiamato Wellbeing Mismatch.
La ricerca identifica tre profili di lavoratori – Thrivers, Floaters, Detached - su cui il Wellbeing Mismatch ha ricadute differenti, ognuno con criticità e bisogni specifici che richiedono risposte mirate. Per consentire alle Direzioni HR di agire in modo strutturato sul benessere organizzativo e superare il Mismatch, abbiamo individuato quattro direttrici strategiche: ascolto, offerta, comunicazione e misurazione.
Oggi la “moneta di scambio” tra impresa e lavoratori è cambiata. La richiesta principale non è più solo economica, ma stare bene. I motivi che spingono a lasciare l’azienda lo dimostrano:
Superare il Wellbeing Mismatch rappresenta una leva strategica per la competitività aziendale. Le organizzazioni in cui le persone stanno meglio raddoppiano l’engagement (19% vs. 54%), aumentano la produttività (+20%) e riducono i costi di turnover (-16%).* Per farlo, bisogna agire su:
*Fonte: The European House – Ambrosetti & Jointly, “Una nuova visione di Corporate Wellbeing”, 2024