La relazione fra azienda e lavoratore sta vivendo un momento critico: le aziende fanno sempre più fatica a trovare, motivare e trattenere le persone ma, nonostante ciò, continuano a adottare “approcci tradizionali” per affrontare questa sfida.
Da un lato, infatti, i lavoratori si sentono sempre meno ingaggiati e segnalano un aumento di situazioni di malessere nel loro ambiente di lavoro, dall’altro le aziende hanno difficoltà a comprendere che il problema va affrontato in modo sistemico, e che le dimensioni di benessere ed engagement sono fortemente collegate all’attrattività aziendale.
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Oggi in Italia più della metà (64%) delle aziende offre servizi a supporto del benessere psico-fisico e relazionale dei propri collaboratori, ma di questi meno di uno su dieci (9%) sta davvero bene sul posto di lavoro e solo uno su quattro ritiene che la propria azienda si occupi concretamente del suo benessere (solo il 4% è completamente d’accordo con questa affermazione).
Fonte: Osservatorio HR Innovation Practice
Fonte: Jointly - Il welfare condiviso
Fonte: Osservatorio HR Innovation Practice
La sfida per le aziende è quindi di passare a un approccio integrato nell’offerta di corporate wellbeing dove a guidare non è più il "cosa si fa" (l’insieme di iniziative), ma è il risultato di un'esperienza lavorativa in cui le persone si sentano abilitate e supportate nel realizzare il proprio purpose all'interno e a servizio dell'organizzazione.