Lavoratori più motivati e produttivi? Il futuro del welfare è 3D.

welfare 3d

Siamo abituati a parlare di welfare aziendale in termini di servizi, al massimo di conciliazione vita privata – vita lavorativa. Oggi il focus si e’ spostato sulla fiscalità e sul supporto al reddito, soprattutto dopo la legge di stabilita’ e la crisi economica in atto. Tutto giusto e nulla da eccepire, ma raramente focalizziamo la nostra attenzione sulla multidimensionalità del welfare aziendale.

Il welfare aziendale non può rappresentare solo un menù di servizi più o meno scontati, ma deve trovare nell’interazione tra organizzazione, individuo e territorio la sua corretta collocazione. Quando non c’è coerenza tra politiche di welfare, politiche di gestione del personale e le azioni di responsabilità sociale dell’impresa il rischio è solo di sprecare risorse attraverso progetti incoerenti e disaggreganti.

In una società sempre più contraddistinta dalla “fatica di essere se stessi” (Ehenberg) e “dall’ individuo senza passioni” (Pulcini), le aziende devono concepire il welfare come uno strumento di motivazione e di engagement, in grado di ridare nuova linfa ai collaboratori. Inoltre, l’ingresso dei millenials nella vita lavorativa, con una forte identità influenzata dai social network e focalizzati maggiormente sugli aspetti di conciliazione lavoro e vita privata, pone oggi le aziende di fronte a scelte organizzative importanti.

Il welfare in azienda dovrà quindi agire su tre dimensioni ben distinte del benessere:

1) personale (che riguarda la dimensione della salute fisica e psichica come anche la capacità individuale di affrontare i problemi e risolverli)

2) professionale (rapporto con i colleghi di lavoro e i responsabili, la produttività e l’ identificazione e l’impegno verso l’azienda)

3) famigliare (relativo alle relazioni con le famiglie e ai servizi offerti per facilitare la vita quotidiana)

Le tre dimensioni del welfare sono indipendenti ma fortemente interconnesse. Emerge la necessità da parte dell’azienda di progettare un sistema complesso e personalizzato, in grado di influenzare tutti gli aspetti del benessere dei propri collaboratori. La gestione di queste aspettative richiede capacità di attivare promesse di braiding (Sabel) cioè di ” intrecciamento” tra dimensioni materiali, sociali e temporali con un lavoratore che richiede sempre più di essere incluso come persona nella organizzazione e una azienda che vuole collaboratori più motivati e più produttivi.

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