Dal Villaggio Crespi ad Ivrea: quando il Welfare è Patrimonio UNESCO

Adriano Olivetti

Anche Ivrea entra a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Vogliamo ripercorrere in un breve excursus le prime esperienze di intervento sociale di imprese tra le quali quali spicca la Olivetti di Adriano; che insieme ad altri imprenditori intraprendenti può essere considerato il padre del Welfare Aziendale e di Comunità in Italia.


di Fabio Galluccio

Alla fine dell’Ottocento molti imprenditori avvertono il dovere sociale di garantire un futuro ai propri lavoratori e alle relative famiglie. Un caso famoso è quello di Crespi d’Adda, sede di un villaggio operaio operante nel settore tessile cotoniero sorto a opera di Cristoforo Benigno Crespi a partire dal 1875, annoverato tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. Il progetto prevede un vero e proprio villaggio per gli operai della fabbrica e le loro famiglie, dotato di ogni struttura necessaria: case complete di giardino ed orto,  ville per i dirigenti, chiesascuolacimiteroospedale, campo sportivoteatro, stazione dei pompieri e di altre strutture comunitarie.

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Durante il fascismo 

In questo periodo si afferma definitivamente il welfare aziendale come strumento per aumentare la produttività e per contrastare la conflittualità operaia. La Società Montecatini con Guido Donegani fornisce un esempio di costruzione del welfare aziendale in questi anni; con la costituzione di un articolato programma sociale e assistenziale nelle località dove sono situati i suoi stabilimenti (all’epoca più di cento). Interventi educativi per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute e l’igiene personale. Viene creato un corpo di assistenti come punto di riferimento per l’operaio e la sua famiglia, in base ad un rapporto costruito sulla fiducia e sulla solidarietà,  che deve caratterizzare in ogni momento la vita aziendale.

Per i bambini vengono creati asili, scuole e colonie. Particolare attenzione viene rivolta agli interventi alimentari e alle attività ricreative e sportive: vengono creati spacci, mense, refettori, campi da calcio, teatri, cinema e biblioteche.

Altro esempio di imprenditoria illuminata è rappresetato da Luisa Spagnoli, fondatrice della Perugina e dell’omonima società d’abbigliamento. Nel primo trentennio del ‘900 sono da ricordare gli interventi dell’imprenditrice a favore dei propri dipendenti, ed in particolare per le donne. Asili nido, e spacci per consentire alle stesse, ed all’interno dell’azienda stessa, di fare la spesa per la propria famiglia;  inaugurando così una iniziale forma di conciliazione vita privata/ vita lavorativa e di time saving.

colonia Guido Donegani

Nel secondo dopoguerra

Spicca il celebre modello di welfare  ideato da Adriano Olivetti, illuminato imprenditore con l’ambizione di assistere i propri lavoratori in tutti gli aspetti della vita.

 Olivetti si distingue per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità.

Riesce a creare un’esperienza di fabbrica nuova; dove gli operai vivono in condizioni migliori: salari più alti, asili e abitazioni vicino alla fabbrica e convenzioni per i dipendenti. Anche all’interno della fabbrica l’ambiente è diverso, durante le pause i dipendenti possono servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti e non c’è divisione netta tra ingegneri e operai in modo che conoscenze e competenze possono essere alla portata di tutti. L’azienda accoglie anche artisti, scrittori, disegnatori e poeti: la fabbrica non ha solo bisogno di tecnici ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro con creatività e sensibilità, ed oggi non possiamo che essere felici di annoverare anche la sua Ivrea tra i 54 siti Unesco in Italia Patrimonio dell’Umanità 

Anche l’ENI è molto attiva nelle politiche sociali per esplicita volontà di Enrico Mattei. L’innovativo progetto urbanistico di Metanopoli, villaggio residenziale per i lavoratori ENI a San Donato Milanese avviato nel 1953, è il segno di questo approccio. Case, laboratori di ricerca e uffici sono progettati per offrire ai dipendenti un ambiente di lavoro confortevole e all’avanguardia; immerso nel verde e fornito di servizi collettivi tra cui un asilo, una scuola, un cinema e un centro sportivo.

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