Che cosa succede in azienda. L’esempio di Fastweb.

Grazie ad una survey tra i collaboratori per conoscere le loro necessità e supportarli al meglio Fastweb ha “scoperto” che un quarto di loro (il 25,9%) sono anche caregiver: un ruolo molto delicato e impegnativo, che molti di loro svolgono in maniera quotidiana e senza alcun supporto esterno.

Un lavoro – quello di accudire famigliari non auto-sufficienti – spesso invisibile per i colleghi e l’azienda, che ha deciso di stargli accanto con un programma specifico: WeCare è partito all’inizio di quest’anno e ha messo a disposizione in maniera gratuita e su base volontaria, attraverso Jointly, diversi strumenti operativi. Prima di tutto un servizio di consulenza telefonico gestito da operatori sociali qualificati per l’ascolto e la presa in carico delle necessità personali, con un supporto diretto anche nell’attivazione di servizi. Oltre all’orientamento i collaboratori hanno a disposizione, attraverso la piattaforma Jointly Care che è stata integrata all’interno del portale Fastweb dedicato al welfare FastforMe, la più grande rete di servizi socio-assistenziali in Italia per l’acquisto diretto di servizi di assistenza ai famigliari ma anche agli stessi caregivers.

Come ogni programma di welfare in Fastweb anche WeCare non solo è stato attivato a partire dai bisogni delle persone, ma per renderlo davvero utile, utilizzato ed efficace è stato comunicato internamente a tutta la popolazione aziendale (2800 persone) attraverso un webinar iniziale, in modo da spiegare – e dare visibilità – all’importanza del lavoro di cura e presentare l’offerta dell’azienda.

Inoltre sono state coinvolte in maniera interattiva le persone responsabili di risorse umane, per favorire una migliore comprensione e diffusione del programma. E ai caregivers interessati è stata offerta la possibilità di partecipare ad una serie di tre incontri, dove sono stati affrontati anche gli aspetti psico-emotivi e quelli più organizzativi legati al ruolo di cura. I feedback ricevuti dopo i due percorsi formativi – spiega Silvia Borghi, Welfare, Employer Branding & Talent Acquisition Professional di Fastweb – confermano da un lato la difficoltà di affrontare un tema così delicato e spesso “invisibile” e dall’altro la necessità per i caregivers stessi di riconoscere il proprio ruolo e di imparare a gestire tempo ed emozioni. Alcuni dei commenti sono emblematici: “Tematica delicata è stata trattata con grande rispetto e sensibilità, grazie a tutti anche per gli spunti suggeriti”, o ancora: “Le tematiche affrontate sono state molto utili e mi hanno offerto numerosi spunti di riflessione su come gestire al meglio l’aspetto legato alla figura del caregiver.” Wecare è parte di un ecosistema di welfare che Fastweb ha costruito in maniera graduale ed organica, a partire dai bisogni dei collaboratori e attraverso un sistema efficace di comunicazione e condivisione interna. La quasi totalità (99,2%) dei rispondenti alla survey conosce l’offerta di welfare aziendale, grazie ai piani editoriali interni di Agorà e Fast for Me e tutti i rispondenti hanno usufruito di almeno un’iniziativa. Conosciuto quindi ma anche molto apprezzato: la soddisfazione media per tutto il piano di welfare presente in Fastweb è 3,49 (scala 1-5) molto superiore alla media delle aziende (2,92). Anche quest’ultimo progetto ha suscitato molto interesse e in attesa dei dati è già in pipeline un secondo ciclo di formazione.

di Anna Zavaritt, giornalista e Jointly contributor

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