Il welfare come eco-sistema territoriale – Intervista a Simona Zandonà

Oggi un’impresa per poter raggiungere obiettivi di business sempre più sfidanti deve avere capacità di inclusione, intelligenza collaborativa e creare un benessere diffuso: ne abbiamo parlato con Simona Zandonà – Responsabile Welfare, Diversity & Inclusion del Gruppo ATM.

 

ATM ha una lunga storia di attenzione alle proprie persone. Cos’è il welfare ATM oggi?

Il welfare ATM è considerato da sempre come un sistema co-evolutivo. ATM è infatti una delle variabili, non di poco conto, che concorre a definire la qualità di vita della città stessa, dei suoi abitanti, e dei suoi visitatori. Saper rispondere ai bisogni dei dipendenti, attraverso una buona organizzazione del lavoro, una formazione di qualità, lo sviluppo delle competenze ed un sistema per il benessere delle sue persone, è fondamentale per la trasmissione e creazione di valore, nel fare servizio di trasporto pubblico.

Per entrare nello specifico, il Piano Strategico 2021-2025 di ATM riconosce sostenibilità e innovazione come le principali linee guida aziendali. In particolare, la valorizzazione delle persone e delle professionalità in gioco sono considerate tra le leve che permetteranno di rispondere allo scenario attuale e prospettico.  Nel 2021 la funzione del welfare si è evoluta in ‘Welfare, Diversity & Inclusion’ coerentemente con il Piano di Sostenibilità 2030 che vede in uno dei cinque pilastri, la Greatworkplace come valore per l’impresa e per le sue persone. Riguarda la capacità dell’azienda di promuovere ambienti di lavoro positivi e in grado di attrarre ed arricchire, attraverso la valorizzazione della persona e della loro diversità.  Il sistema di benessere entrerà quindi in sinergia con una cultura aperta alla diversità e all’inclusione con uno specifico focus sul gender balance di ATM. Il piano welfare 2022-2023 vede quindi un importante potenziamento di nuove aree di sviluppo, più ampie nella vision, con servizi e processi diversificate e più capillari. I tre ambiti di lavoro saranno: Work life integration (Conciliazione Famiglia – Lavoro), WELLBEING (Salute & Benessere), DIVERSITY & INCLUSION (Valorizzazione delle Differenze).

 

Quali sono stati i principali cambiamenti nel tempo?

La storia di mutualità ATM nasce e pone le sue radici nel 1920 con la nascita dell’allora Cassa di Mutuo Soccorso trasformata in una Fondazione, nel 1999. Tutti i servizi e le attività di promozione sociale, culturale, sportiva, vacanze per le famiglie, centri estivi e sanità integrativa rientrano nella mission e nel proposito di questo Ente che ha finalità sociali senza scopi di lucro.

Già nel 2005 ATM decise di creare al proprio interno una funzione dedicata al welfare ed al benessere delle persone sostenendole fattivamente nella loro vita professionale e nella gestione efficace dei loro bisogni. Ampliando il concetto di welfare da erogazione di servizi ai dipendenti ad una  dimensione di benessere organizzativo e qualità dell’esperienza professionale in senso più lato, l’investimento si è focalizzato su rivedere i processi gestionali, individuare le buone prassi, investire su una cultura manageriale che integrasse politiche innovative – come ad esempio Diversity & Inclusion. Nel tempo questo approccio più olistico ha dimostrato la sua validità nell’ingaggiare le persone, ri-motivarle e porle in una relazione generativa e costruttiva, e adulta, verso il loro cliente, tra dipendenti e nelle relazioni organizzative. Un modello che abbiamo utilizzato per integrare le diverse dimensioni nella vita di una persona – quella personale, professionale e sociale – è stato il ‘WORKABILITY HOUSE MODEL’’ che considera sinergiche questi diversi aspetti nel generare benessere in chi lavora. Il modello infatti incrocia richieste di lavoro con le risorse ed i bisogni degli individui con l’intento di potenziarne il loro sviluppo e la loro crescita reciproca. Da anni lavoriamo sull’allungamento della vita lavorativa e quindi sul concetto di longevità. Questo modello integra l’esperienza di lavoro – la soddisfazione e il riconoscimento – coi i valori della persona – le proprie attitudini e motivazioni – e le sue competenze. E consente di allineare queste tre dimensioni con capacità emotiva e il benessere mentale e fisico. Non basta infatti avere uno stipendio per stare bene, per poter conseguire gli obiettivi aziendali con le migliori risorse, occorre che le ore trascorse in azienda siano vissute con un senso e in un clima sereno e sano.

 

Per ognuno dei pilastri che compongono il vostro sistema di welfare, quali sono le sfide future che secondo te bisognerà affrontare?

Il welfare aziendale ha un ruolo cruciale nella gestione della crisi e dei cambiamenti dovuti alla pandemia. Quest’ultima ha generato una trasformazione dei modi di lavorare facendo emergere ‘nuovi bisogni’. Oggi i luoghi di lavoro sono da considerare sempre di più come eco-sistemi complessi che richiedono da parte dell’impresa e dei suoi manager, capacità di inclusione, intelligenza collaborativa e benessere diffuso, per poter raggiungere obiettivi di business sempre più sfidanti. In base alle più recenti ricerche per le organizzazioni del lavoro è proprio il benessere la principale sfida a livello globale. Il lavoro agile è un esempio di come le vite si sono intersecate e integrate nelle varie dimensioni e bisogni. Le attuali sfide della ‘’new ways of working’’ richiedono di investire in 6 dimensioni, tutte interconnesse tra loro:

  • Benessere Emotivo-Mentale
  • Benessere Relazionale vale a dire il senso di appartenenza
  • Benessere Fisico
  • Benessere legato al Purpose cioè lo scopo
  • Benessere connesso all’Employability ovvero la capacità di migliorare la propria impiegabilità
  • Benessere Finanziario cioè la capacità di saper gestite le proprie risorse economico finanziarie

 

C’è secondo te un punto di attenzione a livello sociale verso i giovani e gli under 35, nel nostro Paese?

Per ATM il sistema impresa è un delicato sistema di relazioni, tanto più se pensiamo che ci sono cinque generazioni compresenti in azienda. Questo ecosistema incrocia lavoratori, cittadini e istituzioni.

Credo che il focus delle aziende oggi debba essere la relazione intergenerazionale e la ricchezza che si cela al suo interno, sapendo corrisponde a dimensioni di benessere, salute e armonia tra tutte le generazioni compresenti, che crescono e decrescono in un equilibrio sempre dinamico. Le aziende sono oggi divenute organizzazioni sociali con una responsabilità economica, non il contrario.

 

Il welfare aziendale si sta sostituendo a tuo avviso a quello pubblico? L’azienda sta davvero diventando “un’organizzazione sociale”?

Dalla nascita dei flexible benefit le imprese sono state chiamate a gestire un importante ruolo nella vita dei propri stakeholders – vale a dire dipendenti, clienti, territorio – con una capacità di influenzamento e crescita sempre maggiore e che le istituzioni non sono più in grado di generare.  ATM riveste nella città di Milano non solamente un significativo ruolo economico, per dimensioni e capillarità del servizio, ma ha un impatto culturale e sociale molto rilevante nel rendere Milano, coi suoi dipendenti, una città amichevole, percorribile e vivibile; una città pensata, vissuta e orientata al bene-essere.

 

In un mondo sempre più interconnesso e veloce, quanto è importante potersi confrontare con altre realtà aziendali e condividere esperienze, per potersi migliorare ed innovare sui temi del welfare e del wellbeing?

Oggi l’azienda è un luogo di vita, di cultura e di crescita. Concetti come la cultura della salute, del benessere o della diversità & inclusione, se vengono veicolate dall’azienda, hanno una capacità di pervasività e capillarità superiore a qualsiasi altro territorio organizzato. Inoltre, il concetto di ‘fare rete’ tra organizzazioni che condividono lo stesso proposito, risulta oggi essenziale per evolvere e spesso è richiesto dai bandi di finanziamento pubblici, sia nazionali che transnazionali.

 

Ci racconti anche il progetto che sta partendo con le partecipate del Comune, al quale partecipa anche Jointly?

Nel luglio 2019 il Comune di Milano insieme a tutte le società partecipate, ha firmato un protocollo d’Intesa (2019-2022) allo scopo di creare un sistema di Welfare condiviso per la creazione di un Modello Milano di benessere, wellbeing e longevità al lavoro. E’ stato allora che abbiamo iniziato il prezioso lavoro di progettazione con Jointly.

Questo sistema di welfare ci ha permesso di presentare un progetto collettivo all’interno del bando #Conciliamo promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. La rete è stata creata con Formawork, come società capo fila, insieme con ATM ed MM.  Nel settembre 2021, con oltre 760 aziende partecipanti, il Ministero ci ha assegnato 6° posto. Onorati di questa grande opportunità, oltre ad offrire servizi ed opportunità di empowerment per il personale delle nostre aziende, l’obiettivo è fare in modo che le persone che lavorano e vivono in – e per la – città, si percepiscano come parte di un grande comunità di servizio alla città. Aumentando la fiducia tra le persone, la passione ed il senso di orgoglio, pensiamo siamo possibile città sempre più accoglienti e coese. Questo tipo di reti generano conoscenza reciproca, collaborazione, ascolto, interconnessione e visione condivisa. Crediamo profondamente che questi siano i presupposti per saper includere ogni diversità e arrivando a tutti, nessuno escluso.

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Anna Zavaritt – giornalista e contributor Jointly