Chi è la Consigliera di Fiducia (o Person of Trust) e qual è il suo ruolo all’interno di un’organizzazione?

La Consigliera (o Consigliere) di Fiducia è una figura indipendente ed esterna all’organizzazione, che si colloca tra la funzione Compliance e Wellbeing: un punto d’incontro tra compliance, etica e benessere. È generalmente un’avvocata o una psicologa del lavoro, con competenze specifiche in materia di diritto antidiscriminatorio, in ascolto attivo ed empatico e in tecniche di gestione dei conflitti. Il suo compito principale è offrire alle persone uno spazio sicuro e riservato in cui raccontare situazioni di disagio relazionale, molestie, discriminazioni, mobbing o conflitti interni al contesto lavorativo, oppure situazioni di violenza interpersonale (stalking, maltrattamenti) vissute in ambito familiare.

Opera secondo criteri di terzietà, imparzialità, correttezza e riservatezza. In particolare, la riservatezza è un elemento importante: le informazioni raccolte dalla Person of Trust non vengono mai trasmessi all’azienda senza un espresso consenso della persona interessata. 

Il suo intervento si articola su diversi livelli:

  • ascolto, consulenza e supporto nella lettura della situazione vissuta che crea disagio
  • accompagnamento nella scelta del percorso più adatto per ripristinare un clima di lavoro sano e sereno
  • eventuale attivazione di una procedura informale con il coinvolgimento dell’organizzazione

Oltre alla gestione dei casi, svolge un ruolo chiave nella prevenzione, sensibilizzazione e formazione sui temi di molestie, discriminazioni e mobbing, ma anche di comunicazione inclusiva, rispettosa e non violenta. Supporta inoltre le organizzazioni nella verifica della conformità normativa (nazionale e internazionale, inclusa Convenzione OIL) e nella valutazione dell’efficacia degli strumenti esistenti, offrendo una lettura competente dei fenomeni organizzativi per evitare di minimizzare situazioni gravi o ingigantire situazioni che possono essere risolte in maniera più agile.

Quali rischi corre un’azienda senza un presidio strutturato e professionale per la prevenzione e la gestione di molestie e comportamenti inappropriati?

L’assenza di un Consigliere o Consigliera di Fiducia espone l’azienda a diversi rischi: legali, economici e reputazionali. Questa figura consente infatti di intercettare anche segnali deboli o situazioni latenti, intervenendo in ottica preventiva prima che evolvano in contenziosi o azioni giudiziarie.

Un approccio strutturato permette all’organizzazione di:

  • gestire i casi in modo competente, proporzionato e tempestivo
  • evitare escalation verso procedimenti disciplinari o legali
  • dimostrare di aver adottato tutte le misure preventive necessarie per evitare l’evento ed eventualmente - dopo la segnalazione - gli interventi per il ripristino di un ambiente di lavoro positivo 

Non avere questo tipo di presidio significa non disporre delle competenze per leggere correttamente determinati segnali, con il rischio di trascurarli o di minimizzarli. Le conseguenze possono essere rilevanti: costi legali, risarcimenti e impatti reputazionali. Un approccio preventivo, invece, consente all’azienda di gestire eventuali criticità e, in caso di azione giudiziaria, di dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenirle, senza incorrere in addebiti di responsabilità.

L’introduzione della Consigliera di Fiducia può portare benefici all’azienda anche in termini di employee experience e tutela della psychological safety delle persone?

Assolutamente sì, perché già il fatto di sapere che esiste una figura appositamente dedicata alla tutela delle persone rafforza la percezione di un’organizzazione attenta, sensibile e responsabile.

Molto spesso la vergogna, la paura di ritorsioni o il timore di compromettere relazioni e clima lavorativo fungono da freno alla possibilità di raccontare con genuinità ciò che avviene o ciò che si sta vivendo. Quindi la possibilità di accedere a uno spazio di ascolto sicuro, qualificato e confidenziale consente alle persone di:

  • dare un nome a ciò che stanno vivendo
  • orientarsi tra le possibili azioni
  • sentirsi supportate in un contesto protetto

L’ascolto, in questo senso, è centrale: il primo passo che una persona compie per chiedere sostegno è quello di raccontare. E la prima cosa di cui necessita è qualcuno che sappia ascoltare, perché condividere il proprio vissuto è un atto di grande coraggio, poiché affronta la paura di non essere creduto. Per questo è fondamentale poter contare su una figura capace di accogliere il disagio e di costruire, insieme alla persona coinvolta, un percorso adeguato e rispettoso dei suoi bisogni e dei suoi desideri. 

Quanto è importante inserire la Person Of Trust all’interno di una strategia di wellbeing, anche come leva di benessere relazionale e organizzativo?

Inserire la Consigliera di Fiducia all’interno di una strategia di wellbeing è fondamentale, perché consente di integrare in modo coerente prevenzione, tutela delle persone e cultura organizzativa. Il suo ruolo si affianca agli strumenti di welfare, wellbeing e DE&I, senza sovrapporsi alle competenze già presenti, ma offrendo una chiave di lettura specialistica dei fenomeni organizzativi. Questo è particolarmente rilevante perché alcune situazioni possono essere interpretate come semplici criticità organizzative, quando in realtà hanno una natura discriminatoria.

Di recente la violenza e la molestia sono diventati temi attinenti all’area Salute e Sicurezza e, pertanto, sono stati inseriti tra i rischi da indicare nella valutazione dei rischi (DVR). Quindi non sono più ambiti legati solo al wellbeing, ma rientrano a pieno titolo nella gestione della sicurezza sul lavoro, coinvolgendo anche il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

In questo contesto, la Consigliera di Fiducia diventa un supporto strategico per:

  • analizzare i fenomeni e i segnali emersi nel tempo
  • contribuire a una valutazione dei rischi concreta e fondata sulle risultanze precedenti
  • individuare e rafforzare le misure preventive e correttive

Quindi uno strumento di questo tipo può incidere nell’evoluzione della cultura organizzativa, soprattutto nel rendere più concreti gli impegni su DE&I?

Sì, ma l’impatto dipende dal livello di maturità dell’organizzazione e da quanto viene riconosciuto il ruolo della Person of Trust al suo interno. In alcuni contesti, sia pubblici che privati, questa figura viene ancora percepita (ingiustamente) come un elemento esterno che interferisce e valuta l’organizzazione, le persone ed i processi. 

In realtà, la sua reale funzione è orientata al miglioramento continuo, non al giudizio. È assolutamente consapevole che l’azienda non ha le competenze specifiche e nemmeno la sensibilità per leggere alcuni fenomeni. Quindi la Consigliera di Fiducia porta una visione terza, esterna, che l’organizzazione per sua natura non può avere.

Investire in questo presidio può richiedere uno sforzo iniziale (in termini di integrazione di strumenti, gestione delle situazioni o investimenti in formazione), ma nel medio-lungo periodo consente di:

  • costruire un reale clima di benessere
  • migliorare attraction e retention
  • ridurre i costi legati a contenziosi e turnover
  • prevenire assenteismo e dimissioni

Perché, come sottolineato anche dalla Convenzione OIL, il benessere organizzativo è possibile solo in un ambiente totalmente libero da violenza e molestie.