In un mondo del lavoro in rapida trasformazione, la funzione HR è al centro del ciclone. Nel recente report HR Monitor 2025, McKinsey & Company analizza i principali trend del lavoro e delle pratiche HR, basandosi su un sondaggio condotto su 1.925 aziende e oltre 4.000 dipendenti in 7 Paesi europei e negli Stati Uniti.
L'Osservatorio JOICE - il centro studi e ricerche di Jointly su corporate wellbeing e mondo HR – ha rielaborato i dati principali del report e in questo articolo offre cinque spunti chiave per i responsabili delle risorse umane che vogliono colmare il divario tra le aspettative aziendali e le esigenze dei dipendenti.
1. Strategic Workforce Planning
In Europa, il 32% dei dipendenti non possiede tutte le competenze richieste. In Italia la quota sale al 39%, la più alta tra i Paesi analizzati. Nonostante il 73% delle aziende dichiari di fare pianificazione operativa, solo il 12% adotta un approccio strategico di medio-lungo periodo (3-5 anni).
In Italia il rischio di rimanere indietro è elevato: c'è ancora scarsa integrazione tra workforce planning e skill taxonomy. Le aziende devono passare da una logica di headcount a una skills-based, costruendo taxonomie agili e sfruttando l'intelligenza artificiale per monitoraggio e scenario planning.
2. Talent Acquisition
Il mercato del lavoro si sta spostando verso un contesto più employer-driven, ma in Italia emergono criticità significative: vengono accettate solo il 53% delle offerte e addirittura il 26% dei neoassunti lascia l'impiego durante il periodo di prova. Il tasso di successo complessivo scende così al 40%, contro una media europea del 46%.
Cosa possono fare le aziende? Sicuramente rafforzare la mobilità interna e rendere più solidi i processi di onboarding, ancora poco strutturati. Strumenti innovativi come i Talent Win Rooms e l'utilizzo della Gen AI per screening e job posting possono aumentare l'efficacia delle assunzioni, ridurre i costi e migliorare la qualità e la retention.
3. Employee Development
Il percorso di crescita e formazione dei dipendenti è frammentato: il 26% dei dipendenti europei afferma di non aver ricevuto feedback nell'ultimo anno, e solo un terzo dei ruoli chiave ha un piano di successione. In Italia, i lavoratori dichiarano in media 6 giorni di formazione all’anno, la metà rispetto alla media europea (12) e molto meno di quanto stimano gli HR (13).
Solo il 21% dei dipendenti europei ha ricevuto una formazione sulla Gen AI, con l’Italia sotto la media. Serve integrare performance, learning e talent development, aumentando frequenza e qualità dei feedback e introducendo percorsi blended (70/20/10) con focus su competenze digitali e AI.
4. Employee Experience
Quasi il 20% dei dipendenti europei si dichiara insoddisfatto. In Italia il dato sale al 27%, uno dei più alti. Gli italiani indicano come principali fattori di retention la job security (39%), il work-life balance (34%) e le relazioni con colleghi (33%), ma gli HR tendono a sopravvalutare retribuzione e benefit.
Inoltre, il 57% dell’assenteismo in Italia è legato a cause di salute, segnalando criticità in termini di benessere e engagement. Per ridurre il rischio di quiet quitting, le aziende devono ridisegnare la Employee Experience, valorizzando relazioni, flessibilità e benefit personalizzati, e introducendo piattaforme digitali in grado di monitorare engagement e segnali precoci di burnout.
5. HR Services & Gen AI
Solo il 19% dei processi HR in Europa è oggi potenziato da Gen AI, con il 30% in fase pilota. In Italia l'adozione dei Shared Service Center è limitata al 16%, contro il 40% del Regno Unito. Questo riduce efficienza e scalabilità.
Con l’aumento delle pressioni sui costi, le aziende italiane rischiano un gap competitivo se non accelerano sulla digitalizzazione HR. Le priorità?
- Digitalizzare i processi base
- Introdurre funzioni self-service per leattività amministrative
- Estendere l’uso della Gen AI in recruiting, workforce planning e personalizzazione dei percorsi formativi
Il tutto accompaganto da una solida governance e da programmi di upskilling digitale.
Perché questi temi sono rilevanti per la funzione HR?
L’HR si trova davanti a una sfida cruciale: colmare i gap di competenze, migliorare la qualità delle assunzioni e ridisegnare l’employee experience in chiave più autentica e personalizzata. Ma soprattutto, serve un approccio integrato e abilitato dalla tecnologia, in cui persone, dati e strumenti digitali lavorino insieme per costruire valore reale.
Questi trend puntano tutti verso un’unica direzione: la funzione HR deve evolvere da operativa a strategica, diventando il motore di una cultura aziendale capace di attrarre, far crescere e trattenere talenti.
Le aziende che sapranno leggere e agire su queste tendenze – trattandole non come fenomeni separati ma come tasselli di una stessa trasformazione – saranno quelle in grado di trasformare la funzione HR in un vero driver di crescita, innovazione e competitività.