Il Welfare Culturale: Perché Caravaggio è meglio del Prozac

Welfare Culturale

Dietro al concetto di welfare culturale c’è una constatazione molto semplice: l’arte fa bene alla salute e al benessere.

Evidenze scientifiche sempre più ampie confermano che la partecipazione culturale migliora il benessere delle persone poiché frequentare mostre, musei, cinema, concerti e spettacoli abbassa il livello di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress” la cui produzione aumenta in condizioni di tensione psico-fisica. 

La partecipazione culturale, attivando nel nostro corpo la produzione di serotonina, nota anche come “ormone del buonumore”, contrasta la sensazione di stress aumentando il benessere e, a tendere, la speranza di vita. Anche una una serie di indicatori  tratti dall’indagine Istat 2016 richiamano le positive evidenze dei rapporti cultura-salute-longevità da cui risulta che l’astensione culturale coincide con un giudizio negativo sulla propria salute, mentre il contrario accade in caso di una vita culturale più soddisfacente

Parlare di welfare culturale – sostiene il prof. Pierluigi Sacco, professore ordinario di economia della cultura presso l’Università IULM – vuol dire inserire in modo appropriato ed efficace i processi di produzione e disseminazione culturale all’interno di un sistema di welfare e quindi farli diventare parte integrante dei servizi socio-assistenziali e sanitari che garantiscono ai cittadini le forme di cura e accompagnamento necessarie al superamento di criticità legate alla salute, all’invecchiamento, alle disabilità…’’.

Questa forma di welfare è di grande attualità  incrociando innovazione culturale e sociale; questo rapporto non riguarda solo gli individui, ma si riflette anche sulle organizzazioni, dove la mancanza della cultura come linfa rigenerante del tessuto sociale, crea realtà asfittiche incapaci di avere vision e innovazione. E nei tessuti urbani, dove crea diseguaglianze ed esclusione sociale. Nelle prossime puntate esploreremo alcuni progetti di welfare culturale nel settore dell’arte, della musica, del cinema e del teatro in Italia e all’estero.

Il servizio di Museum Personal Trainer all’interno del portale  Jointly va esattamente in questa direzione, ed è un esempio di welfare culturale customizzato per le aziende clienti e i loro dipendenti: visite a musei, mostre, eventi, guidate da una persona esperta di storytelling che stimola il pubblico a costruirsi la propria esperienza condividendo commenti e immagini. Per maggiori informazioni Contattaci

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Articolo a cura di Francesca Panzarin: Partner della rete Jointly, esperta di management culturale. Con Impresa&Cultura crea, realizza e promuove progetti culturali con una particolare attenzione allo sviluppo digitale. Contatta l’autore

 

 

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