La conciliazione tra vita familiare e vita professionale è diventata una delle sfide più urgenti per le organizzazioni italiane. Genitorialità, caregiving, flessibilità: temi che sempre più spesso determinano la scelta di un posto di lavoro, la decisione di restare o andarsene, la capacità di dare il meglio ogni giorno. Un’urgenza che oggi la UNI/PdR 192, entrata in vigore ad aprile 2026, vuole affrontare, supportando le aziende con uno strumento concreto. L’obiettivo infatti è favorire l’adozione di politiche aziendali inclusive e responsabili che supportino genitorialità, pari opportunità e benessere organizzativo, promuovendo al contempo la conciliazione vita-lavoro e il sostegno ai carichi di cura.

E per farlo, questa nuova prassi di riferimento fissa dei KPI (quantitativi e qualitativi) misurabili, suddivisi in 7 aree di valutazione, che spingono le organizzazioni a strutturare politiche concrete non solo per la flessibilità organizzativa, ma per l'intero ciclo di vita familiare. Le 7 aree sono:

  1. Organizzazione del lavoro e flessibilità oraria/spaziale
  2. Supporto alla maternità
  3. Supporto alla genitorialità
  4. Supporto agli impegni di cura
  5. Salute e benessere
  6. Sostegno economico e servizi per le famiglie
  7. Sviluppo professionale e continuità di carriera

Il vero elemento dirompente della prassi è l'inclusione di due categorie fondamentali: i padri e i caregiver. La norma premia le aziende che incentivano attivamente la genitorialità condivisa, ad esempio spingendo per un maggiore utilizzo dei congedi parentali maschili, e che offrono soluzioni pratiche per chi assiste familiari anziani o con disabilità, riconoscendo finalmente il peso di chi si divide tra la cura dei figli e quella dei genitori anziani.

UNI/PdR 125 e UNI/PdR 192: differenze, sinergie e vantaggi per le aziende 

Per le molte aziende che hanno già intrapreso - o stanno intraprendendo - il percorso di Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125), l'arrivo della UNI/PdR 192 non rappresenta un onere aggiuntivo, ma la naturale evoluzione di un percorso di inclusione. È essenziale comprendere le differenze e, soprattutto, le sinergie tra i due standard.

La UNI/PdR 125 è nata soprattutto per abbattere il soffitto di cristallo, contrastare i bias di genere, azzerare il Gender Pay Gap e garantire alle donne parità di accesso alla leadership.

La UNI/PdR 192, invece, si concentra principalmente sul superamento degli ostacoli logistici, economici e psicologici legati al lavoro di cura, abbracciando i bisogni di madri, padri e figli fino all'assistenza agli anziani.

Non può esserci vera parità di genere sul luogo di lavoro se il carico di cura familiare - che statisticamente grava in modo sproporzionato sulle donne - non viene riconosciuto, ridistribuito all'interno del nucleo familiare e supportato, anche con il contributo dell'azienda. La PdR 192 interviene esattamente in questo spazio: normalizzando la cura come una responsabilità condivisa e fornendo all'azienda gli strumenti per supportarla. Insieme, le due normative creano un ecosistema ESG completo e coerente.

Perché certificarsi: vantaggi, sgravio contributivo e impatto sul business

Certificarsi secondo la UNI/PdR 192 significa dimostrare concretamente a investitori, stakeholder e soprattutto ai propri dipendenti di aver compreso le sfide della società contemporanea. Le aziende che adotteranno questo sistema di gestione godranno di un ritorno in termini di reputazione e employer branding, riduzione dello stress lavoro-correlato e diminuzione del turnover, trasformando il supporto alla famiglia in una leva di competitività.

C'è anche un vantaggio economico diretto che vale la pena conoscere. Il Decreto Lavoro (D.L. n. 62 del 30 aprile 2026) ha introdotto uno sgravio contributivo INPS fino all'1% - con un tetto massimo di 50.000 euro annui - per le aziende che si certificano UNI/PdR 192. Un incentivo concreto che riduce il costo del percorso e trasforma la Certificazione in un investimento con un ritorno misurabile già nel breve periodo. Questo contributo è cumulabile con quello per la Certificazione PdR125 per la Parità di Genere.

Come Marsh Jointly accompagna le aziende nella Certificazione UNI/PdR 192

Per raggiungere i KPI richiesti dalla nuova norma non basta scrivere nuove procedure interne, ma è necessario mettere a terra servizi concreti ed efficaci. In questo scenario di evoluzione normativa, Marsh Jointly si posiziona come il partner strategico al fianco delle organizzazioni: non solo per accompagnarle nel percorso verso la Certificazione, ma per costruire insieme il sistema di welfare aziendale e corporate wellbeing che la Certificazione richiede di dimostrare.

Per i genitori con figli da 0 a 18 anni, Marsh Jointly offre JOY 0-18*: un ecosistema integrato che combina l'orientamento qualificato di un Family Manager dedicato, percorsi formativi pensati per accompagnare i genitori nelle diverse fasi della crescita dei figli e un paniere di servizi personalizzabile dall'azienda in base alla propria popolazione, che spazia dalla ricerca di babysitter al supporto allo studio, dai video-consulti pediatrici all'orientamento scolastico e universitario.

Per i dipendenti caregiver, Marsh Jointly ha sviluppato JOY Care*: un modulo che mette a disposizione un Care Manager esperto per orientamento e consulenza, una rete nazionale di operatori selezionati, un servizio di ricerca e selezione di assistenti familiari e percorsi formativi dedicati al caregiving.

 

*Entrambe le soluzioni sono moduli nativi della Wellbeing Platform JOY e rispondono direttamente agli indicatori che la UNI/PdR 192 misura.