Welfare Stories: Riccardo Gualino, pioniere, imprenditore, mecenate.


Riccardo Gualino

Oggi vi portiamo indietro nel tempo, nella prima metà del ‘900, quando un imprenditore e mecenate, poeta e letterato, di nome Riccardo Gualino, ha saputo unire visione di impresa con benessere, produttività e sviluppo; precorrendo i tempi ed investendo sui territori e sull’innovazione italiana. Un nome poco conosciuto, un personaggio eclettico, ma che a nostro avviso può collocarsi a ragione con Olivetti, Crespi, Luisa Spagnoli, tra i padri del Welfare Aziendale italiano. 


 

”IL GRANDE GUALINO” : IL LIBRO DI GIORGIO CAPONETTI

Riccardo Gualino

Nella storia del welfare, almeno a mia conoscenza, non si era mai parlato di Riccardo Gualino; un imprenditore illuminato che ha lavorato non solo per il benessere dei suoi dipendenti, ma anche del territorio. Il libro di Giorgio Caponetti,;edito da Utet ed uscito nei mesi scorsi, fa scoprire la vita di questa forte personalità che con la moglie Cesarina hanno segnato la vita industriale, artistica non solo dell’Italia, ma anche di molti altri Paesi europei. Fin dalla sua prima esperienza industriale, dove fonda in Romania una industria di legname nelle foreste della Transilvania, dove costruisce un villaggio per gli operai, la mensa , l’ospedale in quanto per quel tipo di attività gli infortuni si verificavano frequentemente, attività che rivende a Chamberlain, sì avete compreso bene, il famoso politico inglese

 

LE PRIME ACQUISIZIONI

Acquisisce banche e in società con Giovanni Agnelli fonda la SNIA ; diventa azionista di riferimento e vicepresidente della Fiat, lancia i filati artificiali, il rayon, ha interessi nel settore chimico e in quello alimentare.

Il nome Gualino diventa noto in tutto il mondo: nel 1928 è inserito nella rosa dei cinque uomini più ricchi d’Europa. Lascerà la Fiat, quando viene destituito Frassati direttore di La Stampa, perché antifascista. 

E’ uno dei fondatori della SIP e della UIR, azienda radiofonica; la madre dell’EIAR e della odierna RAI.

 

PROPULSORE DI MODERNITA’ URBANISTICA, ARTE E CULTURA

Le sue idee sono degne di un visionario: nel 1914 acquista un enorme terreno sulle rive della Neva; determinato a costruire una nuova San Pietroburgo ricalcata sul profilo di Manhattan.

La Rivoluzione d’Ottobre manderà a monte il progetto, ma non fermerà la sua fame di affari.Che tramuterà nell’idea di una Torino moderna con la idea di  via Roma, una via commerciale che doveva collegare piazza San Carlo con  i punti di snodo di trasporto ferroviario e viario principali; come infatti poi avvenne.

Fonda due teatri a Torino: l’Odeon e il Teatro di Torino, che vedranno sulle scene, con l’aiuto di Cesarina, affermata danzatrice, i maggiori  artisti dell’epoca, e non solo della danza. Cito solo Isidora Duncan, Emma e Irma Grammatica, Marta Abba, Rubinstein. Il Teatro di Torino sarà inaugurato con l’opera di Rossini “Italiana in Algeri”. Teatri frequentati dall’ “intellighentia dell’epoca”.

Nonostante in odore di antifascismo , anche gli intellettuali fascisti come Margherita Sarfatti è una frequentatrice del teatro dove si portano gli autori  più innovativi e trasgressivi dell’epoca. Pirandello dirà “ Ce ne fossero in Italia tanti di Riccardo Gualino

Aprirà un asilo nido nella città dove per un lungo periodo risiede, Cereseto, costruendo un castello come residenza che sarà un centro di incontri culturali e di progettazione.

Sarà, grazie  anche all’amicizia con Felice Casorati e Lionello Venturi, uno dei più grandi collezionisti di arte dell’epoca.

Tutto questo oggi si chiamerebbe welfare territoriale e  responsabilità sociale, ma questo è molto di più.

 

IL CONFINO A LIPARI

La sua intraprendenza  non riuscirà a fermarsi neppure con il tracollo economico del ’29; né per l’accanimento di Mussolini che lo confina a Lipari sequestrando tutti i suoi beni, le sue aziende e le collezioni artistiche; con il pretesto delle difficoltà economiche che stava vivendo .

Gualino è uno di quei rari talenti in grado di capire le novità e il flusso del tempo, di prevedere la modernità.

Lo troviamo, dopo la caduta del regime, di nuovo in vetta a capo della pionieristica Lux, che nel dopoguerra produce i film di Visconti e Lattuada; avvalendosi anche dei giovani Carlo Ponti e Dino De Laurentiis. Ma si inventerà pure il sapone Lux di cui qualcuno di noi ricorderà le pubblicità. Al suo fianco c’è sempre Cesarina che condivide con lui una lunghissima vita piena di viaggi, incontri e amicizie memorabiliTra gli altri ci imbattiamo in D’Annunzio e Gobetti, Nijinskij, Solomon Guggenheim, Curzio Malaparte, Winston Churchill, i Kennedy, Liz Taylor e Luchino Visconti.

Lui e Cesarina, appassionati di tutte le arti, dall’architettura alla danza, alla musica, alla pittura, costruiranno castelli e teatri, daranno vita a splendide stagioni di eventi e acquisteranno una strabiliante raccolta di capolavori, da Botticelli a Modigliani: una parte di essi costituiranno la “Collezione Gualino”, patrimonio della Galleria Sabauda di Torino.

”Una vita come un romanzo; ma soprattutto una vita dedicata a cultura, benessere, sviluppo del territorio e a fare rete. Argomenti ancora oggi importanti pur in un mondo totalmente cambiato rispetto agli anni in cui vissero i Gualino”

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