Passare da singole iniziative estemporanee ad una strategia integrata di Corporate Wellbeing richiede l’endorsement del top management e una cultura aziendale improntata all’ascolto e all’innovazione.
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Passare da singole iniziative estemporanee ad una strategia integrata di Corporate Wellbeing richiede l’endorsement del top management e una cultura aziendale improntata all’ascolto e all’innovazione.
Difronte a sfide determinanti per le imprese, come la produttività in calo ma anche un tasso di Engagement dei collaboratori ai minimi storici e un turnover in forte aumento, una strategia a supporto del benessere organizzativo può essere dirimente.
Di fronte all’attuale scenario, le aziende possono giocare un ruolo a supporto dei propri collaboratori che sono anche genitori, e contribuire così alla sostenibilità del Paese. Scopriamo come.
Alle aziende non servono “pacchetti” preconfezionati e a sé stanti, ma un cambio di passo: una progettualità di action-research da affrontare insieme, guardando il futuro con ambizione e voglia di sperimentare.
Il fenomeno delle Great Resignation e del Quiet Quitting, al di là di singoli casi di insoddisfazione professionale, sono campanelli d’allarme di un malessere diffuso a livello organizzativo. Di cosa si tratta e come affrontarlo, l’abbiamo chiesto a Alessia Canfarini, Equity Partner BIP e Head of Human Capital CoE.