Il mercato dell'attenzione oggi è molto competitivo. Un suggerimento per trasformare un'azienda in una "media company" che sa parlare alla propria community interna?
Il punto di partenza è ascoltare davvero. Non puoi pensare di diventare una media company se non sai cosa interessa, motiva e muove la tua community interna. Spesso le aziende comunicano verso l’interno come se fossero ancora negli anni '90: newsletter che nessuno legge, linguaggi troppo istituzionali, zero empatia. Invece serve un cambio di prospettiva: pensare come un content creator. Cosa terrebbe le persone incollate a quei contenuti se non fossero "obbligate" a leggerli? Una media company interna funziona quando il contenuto è rilevante, vero e sente il polso della cultura aziendale in tempo reale.
Forse oggi anche il significato stesso di comunicazione è cambiato: non è più la trasmissione di informazioni top down ma una conversazione bilaterale che coinvolge e chiede interazione?
Assolutamente sì. Oggi la comunicazione è un dialogo, e non puoi pretendere di ottenere attenzione senza prima offrirla. La logica è la stessa dei social: se sei solo lì a “postare” i tuoi messaggi senza mai rispondere o ascoltare, le persone si disconnettono. La comunicazione interna oggi ha senso solo se diventa partecipativa, fluida e co-creata. L’engagement non si compra: si costruisce, giorno dopo giorno, con contenuti che fanno sentire le persone parte di qualcosa.
Oggi ha ancora senso dividere tra comunicazione interna ed esterna?
In un mondo in cui ogni dipendente è un potenziale media, questa distinzione è sempre meno rilevante. La linea tra dentro e fuori è porosa: un contenuto pensato per l'interno può diventare virale all’esterno. E viceversa. Oggi serve una visione integrata: la reputazione di un brand si costruisce anche - e forse soprattutto - a partire dall’interno. Le persone raccontano l’azienda ogni giorno: su LinkedIn, a un aperitivo, in una chat di WhatsApp. La comunicazione non si può più controllare, ma si può orientare.
Tre tips per rendere un HR manager un content creator?
- Pensa come un editor: ogni informazione che condividi deve avere un “perché” e un “per chi”. Il tuo pubblico sono le persone dell’azienda, non gli altri HR.
- Sii umano: racconta storie, mostra dietro le quinte, dai voce ai colleghi. Le persone si connettono con le persone, non con i processi.
- Sperimenta e misura: usa video brevi, carousel, sondaggi, meme interni. Guarda cosa funziona, cosa coinvolge, e impara a iterare. La creatività è un muscolo: più la usi, più diventa potente.
***
A cura di Anna Zavaritt - giornalista e contributor JOINTLY