Nell’ambito delle ricerche curate dall’Osservatorio Joice, centro studi e ricerche di Jointly su Corporate Wellbeing e mondo HR, emerge un tema cruciale per il presente e il futuro del lavoro: il benessere e l’engagement della Generazione Z. Dalle analisi più recenti, supportate dai dati Gallup e McKinsey, si conferma che i giovani lavoratori sono i più attenti al proprio benessere, ma anche quelli che incontrano maggiori difficoltà a orientarsi nelle logiche aziendali. Un dualismo che apre interrogativi urgenti per le imprese.

Più propensione a esprimere il malessere, ma anche a curarsene

Secondo McKinsey, la Gen Z è più incline rispetto alle generazioni precedenti a esprimere situazioni di malessere, anche attraverso i social. Al tempo stesso, è anche più propensa a prendersene cura, dimostrando una maggiore consapevolezza.

Engagement in calo: un dato allarmante tra gli under 35

L’engagement dei dipendenti è oggi ai minimi storici: solo un lavoratore su tre è pienamente ingaggiato. Si tratta del valore più basso registrato nell’ultimo decennio. Il calo risulta ancora più marcato tra i lavoratori under 35.

Dalla ricerca globale di Gallup, i lavoratori della Gen Z hanno espresso valutazioni negative in tutte le dimensioni analizzate, in particolare:

  • chiarezza delle aspettative

  • riconoscimento dell'apporto personale

  • adeguatezza delle risorse per svolgere il proprio lavoro

  • opportunità di sviluppo

  • senso di cura da parte dell’azienda

Il ritorno in ufficio non basta: rischi ed effetti contrari

Questi risultati coincidono con una forte spinta al ritorno in ufficio che molte aziende giustificano con la volontà di migliorare l'engagement dei dipendenti. Tuttavia, il ritorno forzato in ufficio (senza possibilità di forme ibride) non è sufficiente per stimolare il morale e la produttività. Al contrario, rischia di ottenere un effetto boomerang, soprattutto ora che i lavoratori hanno sperimentato nuove modalità di lavoro ibrido o remoto.

Le pratiche efficaci: cosa fanno le aziende che ottengono risultati

Le organizzazioni che hanno ottenuto risultati significativi sul fronte del benessere e dell’engagement delle proprie persone hanno adottato approcci sistemici e coerenti. In particolare:

  • hanno definito chiaramente la cultura aziendale desiderata, allineandola con lo scopo e il valore dell’organizzazione per i dipendenti;

  • hanno supportato i manager nello sviluppo di competenze relazionali, affinché sappiano costruire legami più forti tra dipendenti e organizzazione attraverso priorità chiare, feedback continui e responsabilità;

  • hanno selezionato accuratamente i manager in base alle skill, privilegiando chi è in grado di coinvolgere e ispirare i lavoratori.

Conclusioni

L’Osservatorio Joice evidenzia con chiarezza una frattura crescente tra le esigenze delle nuove generazioni e i modelli organizzativi tradizionali. Il benessere e l’engagement non possono più essere considerati benefit accessori: sono elementi strutturali per attrarre, motivare e trattenere i nuovi e giovani talenti.