Oggi nelle aziende manca un approccio organico e strutturato al tema del benessere, in grado di rispondere ai reali bisogni delle persone. Uno degli elementi-chiave per poterlo realizzare è una Employee Experience integrata, un’esperienza di fruizione dei servizi di Corporate Wellbeing chiara, semplice e tempestiva attraverso una piattaforma adeguata. In quel 5% di imprese che ce l’ha già rientra anche Aeroporti di Roma, e il suo Responsabile People Care e Welfare, Alessandro Liguori, ci spiega come l’hanno implementata e perché.

Perché Aeroporti di Roma ha deciso di investire anche sul come e non solo sul cosa offre l'azienda per il benessere dei collaboratori?

Abbiamo pensato che non basta avere un’offerta integrata, ed anche ricca, di servizi di welfare aziendale e people care, se alcuni di questi non sono conosciuti ed utilizzati da un numero significativo di colleghi. Nell’interrogarci sulle possibili ragioni di questo parziale mismatch, da un lato abbiamo chiesto alle nostre persone quali iniziative di welfare desiderassero in particolare per sé stessi e per i loro cari. Dall’altro, abbiamo creato una “suite” dove ogni dipendente può entrare e scoprire in maniera interattiva le iniziative di caring pensate e introdotte dall’azienda anche grazie all’ascolto delle proprie persone.

Lo abbiamo fatto sviluppando con Jointly una piattaforma ad hoc, che ci consente di creare una profonda sinergia tra il welfare cd. economico, più tradizionale, perché legato alle dinamiche di spendibilità del premio di risultato, e quello cd. “di prossimità”, con il quale l’azienda traduce concretamente in azioni gli spunti che raccoglie direttamente dalle proprie persone. E lo fa perché è convinta che le politiche di people caring incidano profondamente sul corporate wellbeing attraverso alcune leve fondamentali, quali tutela della salute, benessere psicofisico, work-life integration.

Ci può fare un esempio pratico di come la piattaforma abbia migliorato la fruizione dei servizi di caring?

In verità, già prima della piattaforma, avevamo un tipo di comunicazione integrata e interattiva, che combinava mail, messaggi WhatsApp e pagina Facebook aziendale, quindi il tasso di sensibilizzazione delle persone era già alto. Ma il limite era costituito dalla frammentazione delle informazioni e dalla difficoltà di avere una visione d’insieme su tutte le iniziative e sulle logiche ad esse sottese.

La nostra piattaforma oggi invece contiene in un unico spazio tutto quello che serve alle persone per consultare i servizi, comprenderne l’utilità, verificare le modalità di adesione e, infine, iscriversi. Oggi praticamente tutti i dipendenti (4500 circa) entrano nella piattaforma, sfruttando la sinergia con il welfare economico di cui parlavo prima, e il tasso complessivo di utilizzo delle varie iniziative di caring è mediamente più alto rispetto alla media. A titolo di esempio, quando abbiamo lanciato il servizio di telemedicina, all’inizio avevano aderito poche persone (60 circa): abbiamo quindi da un lato riorientato la comunicazione per meglio valorizzare l’attività come parte integrante di una strategia di welfare aziendale, dall’altro abbiamo reso questa iniziativa facilmente accessibile dalla piattaforma (che proprio in quel periodo stavamo varando), spiegandone il funzionamento anche direttamente sui luoghi di lavoro. Il risultato è stato che in tre settimane gli iscritti sono passati da 60 a 640.

Il detto dice «Non si può migliorare ciò che non si può misurare»: avere una piattaforma integrata vi consente di monitorare il tasso di utilizzo e di gradimento delle iniziative?

Sul tasso di gradimento stiamo già lavorando con Jointly per adeguare la piattaforma: a breve ci sarà la possibilità per i singoli utilizzatori dei servizi di esprimere il proprio rating e dare feedback. In questo senso la piattaforma è peraltro anche un cruscotto per la funzione Welfare, uno strumento molto utile per capire in modalità data driven se l’azienda risponde ai reali bisogni delle persone e quanto sa essere loro vicina.

 

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Intervista a cura di Anna Zavaritt - giornalista e contributor Jointly