Rafforzare il legame azienda-collaboratore e aumentare l'engagement: Carla Serafini, Head of Welfare & Wellbeing di Leonardo, ci racconta il progetto "Welfare Coach", svelando il valore di un approccio innovativo e di una strategia basata sul supporto e sul coinvolgimento delle proprie persone.
Una strategia di wellbeing può non solo ridurre i costi organizzativi, ma aumentare anche produttività e benessere: è il caso dei vostri Welfare Coach? Ci spiega com'è nata questa figura e qual è il suo ruolo?
Il progetto “Welfare Coach” è nato nel 2021, al rientro dopo la terribile pandemia. Tra i temi su cui dovevamo lavorare c’era quello di ricreare un forte legame con l’azienda e le sue dinamiche che con il lavoro da remoto si era allentato. È così che è nata una prima squadra di 33 Welfare Coach. Abbiamo visto che il loro ruolo diventava sempre più centrale, che le piattaforme tecnologiche a cui tutti i servizi si erano piegati erano potenziate e maggiormente apprezzate da questo ritrovato “umanesimo”.
Ogni Welfare Coach è un primus inter pares, una figura credibile e affidabile, che dopo un percorso di studio e di certificazione sa raccontare l’offerta dei servizi di W&W di Leonardo, sa coniugarla con quella presente sul territorio, è in grado di intercettare i bisogni delle persone ed è capace di aiutare a trovare risposte. Ciascuno di loro non è né un ambassador né un “Angel”, ma un coach che coniuga capacità maieutiche e relazionali con specifiche competenze tecnico/fiscali sui servizi. Quella che era una comunità di apprendimento e poi di pratica è ad oggi una famiglia professionale che conta 66 colleghe/i e crescerà nel prossimo futuro.
Come misurate l'ingaggio delle persone e quali sono, dal suo punto di vista, le misure più efficaci per far star bene i propri collaboratori?
La misurazione dell’ingaggio avviene sia in modo qualitativo che quantitativo:
- Il primo si declina attraverso il dialogo costante che avviene tra la community e la funzione Welfare & Wellbeing centrale. Monitoriamo costantemente non solo le possibili e nuove esigenze a cui rispondere strutturando programmi specifici ma anche quanto le persone siano ingaggiate attraverso momenti informali di feedback strutturati.
- Adottando un approccio data driven, rileviamo poi l’ingaggio attraverso i dati di utilizzo che ci raccontano un andamento in continua crescita, dimostrando ancora una volta come un Welfare vicino alle persone e alle comunità in cui Leonardo opera, contribuisca a creare le condizioni per poter vivere al meglio e con soddisfazione la work-life integration.
Può condividere con noi un esempio o una storia che le ha fatto toccare con mano l'efficacia di questo progetto?
Uno degli esempi che non solo racconta come ma che dimostra anche l’efficacia dei Welfare Coach è rappresentata da alcune storie di ApertaMente, il servizio di supporto e orientamento psicologico per le Persone di Leonardo. Alcune/i colleghe/i hanno voluto condividere spontaneamente dei feedback:
«In un momento delicato della mia vita, ho sentito l’esigenza di parlare con uno specialista per affrontare nel modo più adeguato le problematiche che sto vivendo. Parlarne mi sta aiutando molto a non mollare e a cercare di ritrovarmi […].»
«Ero preoccupata per mia figlia adolescente. Non sapevo come affrontare alcuni cambiamenti, come parlare con lei nel modo più efficace, come farmi ascoltare. Lo psicologo mi ha supportata, dandomi la tranquillità per affrontare tutto con più consapevolezza. So che quando sono un po’ in crisi posso avere l’aiuto di una persona esperta e preparata, che ora ha la mia fiducia.»
Se dovesse dare un consiglio ad un'azienda che è all'inizio del percorso per definire una strategia di wellbeing, cosa le direbbe?
Il consiglio principale è partire dall’ascolto attivo delle proprie persone, comprendendo le loro esigenze e aspettative. È fondamentale riconoscere che investire nel loro benessere migliora il clima aziendale, generando, allo stesso tempo, anche un ritorno tangibile sul conto economico.
Inoltre, una strategia di corporate wellbeing efficace aiuta le persone a integrare i ruoli personali e professionali, creando un ambiente di lavoro più sostenibile e motivante.
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Intervista a cura di Anna Zavaritt - giornalista e contributor Jointly