Il “disinnamoramento” delle persone per il proprio lavoro resta anche nel 2025 una vera emergenza per le imprese. Oggi solo il 4% dei lavoratori si sente davvero motivato: un dato allarmante per il business e per l’economia del Paese in generale poiché associato a produttività, retention e competitività.

Ma per generare engagement serve benessere, e per far sì che i lavoratori ne percepiscano il valore, serve una comunicazione interna capace di ascoltare, coinvolgere e rafforzare il senso di appartenenza delle persone.

Emergenza Employee Engagement: un problema non solo HR

In Italia, l'engagement dei lavoratori è tra i più bassi al mondo. Lo dimostrano tre dati chiave su engagement, turnover e quiet quitting:

  • solo il 4% dei lavoratori si sente motivato nel proprio lavoro1;
  • il 42% dei lavoratori ha cambiato lavoro o ha intenzione di farlo a breve2;
  • il 12% dei lavoratori fa il minimo indispensabile per non essere licenziato3.

Numeri che testimoniano una perdita di identità e di fiducia, in parte accelerata dalla pandemia e dalla remotizzazione, ma anche da un mancato allineamento tra aspettative e risposte organizzative, il cosiddetto Wellbeing Mismatch che abbiamo approfondito nella ricerca realizzata in collaborazione con l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano

Ascolto e comunicazione: i due aspetti da cui ripartire

Nonostante l’impegno e le risorse investite, molte organizzazioni non riescono a generare un impatto reale su engagement e benessere. Le ragioni sono diverse, ma due in particolare risultano ricorrenti:

  • Ascolto: solo il 4% dei lavoratori si sente ascoltato e pensa che le iniziative aziendali siano in linea con i propri bisogni;
  • Comunicazione: solo il 7% dei lavoratori ritiene efficace la comunicazione con cui l’azienda veicola le iniziative di welfare e corporate wellbeing e in generale le iniziative HR.

Wellbeing aziendale come leva strategica: il dato che cambia la prospettiva

C’è però un dato che può ribaltare lo scenario: nelle aziende che investono nel Corporate Wellbeing l’engagement è quasi triplo rispetto alla media.

Come evidenziato nella ricerca Wellbeing Mismatch, una strategia di Corporate Wellbeing integrata può quasi triplicare il tasso medio di engagement, passando dal 19% al 54% di lavoratori “engaged”: ovvero 2,8 volte in più.

Quindi alla domanda «cosa possiamo fare per migliorare l’engagement?» la risposta è «iniziamo a far star bene le persone». Il che significa impostare un piano pensato per sostenerle nella loro dimensione personale e professionale. 

5 fattori di successo per comunicare il wellbeing e generare engagement

Ma come si costruisce engagement in ecosistemi dove le persone non si sentono ascoltate e percepiscono una comunicazione distante e inefficace?

Facendo tesoro dell’esperienza maturata con le organizzazioni del nostro network, abbiamo identificato cinque fattori di successo per comunicare generando employee engagement:

  1. Contenuti: i contenuti devono essere di qualità, devono essere rilevanti per chi li riceve - le mail a tutti non raggiungono nessuno - e avere quindi un grado di personalizzazione.

  2. Esperienza utente: le mail e le intranet aziendali non bastano più. Oggi le persone anche al lavoro, così come sui device privati, chiedono accessibilità, omnicanalità e interattività, grazie all’utilizzo della tecnologia.

  3. Tone of voice: è finita l’era della terza persona e dell’Azienda con la A maiuscola. Oggi anche le organizzazioni devono saper trasmettere emozioni e creare uno storytelling coerente con ciò che viviamo tutti i giorni.

  4. Trust: le aziende devono saper creare affinità tra le persone, senso di comunità attraverso testimonial e ambassador che ci mettono la faccia e personalizzano i messaggi attraverso il proprio racconto. Creare quindi meccanismi che aiutino la credibilità del contenuto.

  5. Dati: il principio base sul quale si costruiscono le comunicazioni, eppure è un tema ancora sconosciuto a molti. Non si può migliorare ciò che non si può misurare. Per questo è cruciale analizzare chi apprezza e legge quale tipo di contenuti, creare dei cluster di audience e dei contenuti data driven.

Il futuro della comunicazione (soprattutto interna) è circolare, personalizzata, integrata. E solo così potremo coinvolgere davvero le persone, generare senso di appartenenza e rendere il benessere una leva strategica per la competitività.

 

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1Gallup (2024), Global Workplace Report.

2Jointly e Osservatorio HR Innovation Practice POLIMI (2024), “Il Corporate Wellbeing mismatch”.

3Jointly e Osservatorio HR Innovation Practice POLIMI (2024), “Il Corporate Wellbeing mismatch”.