Oggi, per molte Direzioni HR, progettare un piano di wellbeing efficace si scontra con due ostacoli strutturali. Da un lato, la mancanza di una visione completa della popolazione aziendale e dei suoi bisogni. Dall’altro, l’impossibilità di valutare con precisione l’adoption e l’efficacia delle iniziative attivate.
Queste difficoltà sono spesso legate a una raccolta dati ancora frammentata e alla scarsità di insight realmente utili su utilizzo e gradimento dei servizi. A confermarlo è la ricerca Il Corporate Wellbeing "mismatch", condotta da Jointly in collaborazione con l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, secondo cui solo 3 aziende su 10 dispongono di dati utili per valutare se i risultati delle iniziative di wellbeing sono in linea con gli obiettivi strategici. E appena il 4% dei dipendenti ritiene che le iniziative siano in linea con i propri bisogni.
Senza dati concreti, il piano di corporate wellbeing rischia di trasformarsi in un contenitore indistinto di iniziative poco efficaci, spesso poco utilizzate, che non generano valore né per le persone né per il business. E soprattutto, il rischio più alto è che il wellbeing resti percepito come una voce di costo, anziché come uno strumento di competitività.
Dati strutturati per orientare strategia, scelte e investimenti
Quando un piano si fonda su dati concreti e aggiornati, l’HR ottiene tre vantaggi chiave.
Comprendere i bisogni e le preferenze delle persone.
I tassi di partecipazione e il livello di gradimento delle iniziative variano da gruppo a gruppo. Avere accesso a dati segmentati per cluster (ad esempio genitori, under 30, caregiver) consente di progettare iniziative mirate, generando maggior adoption e engagement.
Ottimizzare gli investimenti.
Decidere dove allocare risorse in base ai dati permette di massimizzare l’impatto. Non si tratta necessariamente di spendere di più, ma di spendere meglio, scegliendo le soluzioni che funzionano.
Misurare il ROI delle iniziative.
Essere in grado di quantificare il Return on Investment delle iniziative attivate permette all’HR di avere voce nel dialogo strategico con la direzione aziendale. Quindi di validare le scelte intraprese, giustificare l’investimento e richiedere un budget maggiore.
Evitare e superare l’effetto “one-size-fits-all”
Molti piani di welfare aziendale vengono impostati come modelli “universali”, pensati per coprire ogni esigenza. Ma i bisogni delle persone sono eterogenei, e senza una lettura differenziata della popolazione aziendale il rischio è di non parlare a nessuno.
Lavorare per cluster, basandosi su dati oggettivi, è oggi la strada più efficace per costruire un wellbeing aziendale che sia davvero rilevante.
L’importanza di avere una People Dashboard integrata
Avere a disposizione una dashboard intuitiva, con dati aggiornati in tempo reale, è un vantaggio sia per la Direzione HR che per l’azienda nel suo complesso. Uno strumento di questo tipo consente di avere una visione chiara delle performance del piano welfare, facilitando decisioni più rapide, consapevoli e strategiche.
Attraverso la People Dashboard integrata nella Wellbeing Platform JOY di Jointly, l’HR può monitorare:
- la segmentazione della popolazione aziendale per età e genere;
- il traffico, le pagine più visualizzate e gli utenti attivi nel tempo;
- l’analisi delle transazioni e del wallet welfare, per periodo e tipologia di borsellino;
- il traffico e il tasso di soddisfazione delle soluzioni di people caring;
- il coinvolgimento degli utenti in risposta alle iniziative di engagement attivabili in piattaforma (news, eventi, instant polling)
Fare wellbeing oggi significa ascoltare, misurare, migliorare
Le organizzazioni che costruiscono i propri piani di corporate wellbeing su dati misurabili riescono a ottimizzare gli investimenti, fare scelte più consapevoli e orientare le risorse verso ciò che genera impatto reale sulle persone e sul business. Il che significa ottenere benefici in termini di engagement, produttività, riduzione del turnover e efficientamento del costo del lavoro.
Come racconta un HR Director di un’azienda cliente di Jointly:
«Ottimizzare gli investimenti, adattando l’offerta alle reali esigenze dei collaboratori e ottenendo in risposta maggiore partecipazione e soddisfazione, mi ha permesso di ottenere l’8% in più di budget rispetto allo scorso anno.»
JOY, la piattaforma di wellbeing di Jointly, è pensata proprio per questo: offrire all’HR uno strumento che integra tecnologia, semplicità e dati fruibili per trasformare il benessere organizzativo in un vero vantaggio competitivo.
Vuoi conoscere tutte le funzionalità della dashboard e i vantaggi per il tuo piano di welfare aziendale? Visita la pagina dedicata e contattaci per richiedere una demo.