Di fronte a tassi di engagement ai minimi storici, l’ascolto organizzativo - intenso come insieme di strumenti che permettono ad un’azienda di costruire relazioni di lungo termine con i propri collaboratori - può migliorare benessere e produttività sul lavoro

Mettere a disposizione psicologi o counselor può essere utile, ma da solo non basta: le aziende devono intervenire sulle cause profonde del malessere lavorativo, che spesso nasce da dinamiche relazionali e organizzative, facendo attenzione alle specificità generazionali. 

Osservatorio JOINTLY Balance: seconda edizione

L'indagine Benessere mentale al lavoro: prevenire è meglio che curare. Il ruolo dell’ascolto organizzativo realizzata da JOINTLY e MODUS - un team di professionisti che opera nella consulenza per le organizzazioni, nella formazione e nel sostegno alle persone - analizza i risultati di JOINTLY Balance, il programma di counseling dedicato al benessere psico-relazionale dei lavoratori e, in generale, al benessere organizzativo.

Dall’analisi condotta su più di 15 aziende e centinaia di persone coinvolte è emerso che alla fine del percorso di counseling: 

  • le problematicità in ambito personale sono diminuite dal 21,4% al 20%
  • le difficoltà relazionali sul posto di lavoro si sono ridotte dal 15% all’11%
  • le problematiche di sviluppo professionale sono calate dal 12% all’8,2% 

Malessere personale e rapporto con i colleghi

Gran parte del malessere dei lavoratori deriva da difficoltà personali, che si ripercuotono di conseguenza sulle relazioni con i colleghi e sull'insoddisfazione professionale. Le aziende devono tener conto di questo malessere e non solo ascoltarlo, ma dialogarci attivamente, adottando strumenti di tipo sia personale che organizzativo, attraverso una nuova cultura manageriale.

Instaurare una relazione di fiducia con i propri collaboratori, infatti, migliora il coinvolgimento e la soddisfazione delle persone sul lavoro.

Più ascolto, più engagement: i dati parlano chiaro

I dati raccolti dalla ricerca Il Corporate Wellbeing Mismatch realizzata da JOINTLY in collaborazione con l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, avevano già confermato che una strategia di ascolto organizzativo attraverso il wellbeing può:

  • triplicare il tasso di engagement (dal 19% al 54%)
  • aumentare di quasi cinque volte (dal 5% al 23%) il tasso di collaboratori “felici”

I nuovi dati dell’Osservatorio JOINTLY Balance lo confermano: l’ascolto organizzativo rafforza l’engagement, il benessere emotivo e la capacità di gestire lo stress. 

  • Le persone che hanno aderito al counseling indicano a fine percorso un alto livello di engagement (4 su 5): si sentono parte della propria azienda e apprezzano che essa gli presti attenzione.
  • Buono anche il livello di benessere emotivo e di gestione dello stress (4,1 su 5): in un periodo storico in cui i livelli di stress aumentano e la salute mentale dei lavoratori è in diminuzione, questo riscontro è cruciale per un’azienda che vuole restare attrattiva e produttiva, oltre che inclusiva.

Come passare dall’ascolto individuale a una strategia organizzativa

Dall’esperienza biennale dell’Osservatorio JOINTLY Balance emergono tre passi fondamentali per adottare una strategia efficace di ascolto organizzativo.

1. Affrontare e non “delegare” il malessere

Un'azienda che evita di mettersi in ascolto e di affrontare i driver di malessere, o che li demanda al singolo (ad esempio rimborsando le spese per la cura del benessere mentale o stipulando convenzioni per il supporto psicologico), si priva della possibilità di usare questo momento di fragilità come fonte progettuale e di crescita comune.

2. Dotarsi di diversi strumenti di ascolto continuo

Dati ed esperienze maturate ci dicono che le ragioni del malessere toccano in modo trasversale e in continuità aspetti di vita privata e professionale, con differenze generazionali o di ruolo. Un’azienda che vuole affrontare e non delegare le cause del malessere deve quindi dotarsi di quante più occasioni, canali e modalità di ascolto organizzativo possibili, e organizzarsi per recepirne gli spunti in maniera coordinata e continuativa.

3. I manager come agenti del benessere organizzativo

I manager si trovano a gestire un carico particolarmente pesante di responsabilità, e spesso non sono preparati a farlo. Favorire lo sviluppo delle loro competenze di ascolto e allineare i sistemi di performance management è un passaggio indispensabile per le aziende che vogliono favorire un maggior livello di benessere. Far sì che le persone possano esprimere liberamente il loro punto di vista sulle situazioni e su come affrontarle o su cosa avrebbero bisogno per affrontarle, le fa sentire ascoltate e rende il loro lavoro più produttivo.

 

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A cura di Anna Zavaritt - giornalista e contributor JOINTLY

 

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